Iowa’s Caucuses Liveblogging
Dopo la dieta liquida di Giuliano Ferrara, il light-liveblogging di Andrea Mancia sulle primarie americane.
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Dopo la dieta liquida di Giuliano Ferrara, il light-liveblogging di Andrea Mancia sulle primarie americane.
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Non c’è dubbio che Sarkozy abbia abbandonato la isterica politica antiamericana del suo predecessore. Antonio Martino
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“I’ve come to Washington to bear a very simple, straightforward message. I wish to re-conquer the heart of America. I want to re-conquer the heart of America in a lasting fashion”.
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Peter Brookes sul NY Post. Ne vogliamo parlare ancora?
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France’s change from Chirac to Sarkozy, from Foreign Minister Dominique de Villepin to Kouchner represents an enormous shift in Old Europe’s relationship to the U.S. (Charles Krauthammer on National Review)
L’ex-presidente Chirac sosteneva che la Francia avrebbe potuto convivere con un Iran dotato della bomba atomica. Per Sarkozy, semplicemente, non è così. Il nuovo ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, ha apertamente dichiarato che esistono due sole possibilità per risolvere le controversie con l’Iran: o il successo della diplomazia per fermare il programma nucleare di Ahmadinejad, o la guerra. Il cambiamento di fronte della politica estera francese ha dato nuova linfa alle politiche mediorientali dell’Amministrazione Bush. Anche al Congresso il clima è mutato:
Just this week, the House overwhelmingly passed a resolution calling for very strong sanctions on Iran and urging the administration to designate Iran’s Revolutionary Guards a terrorist entity. A similar measure passed the Senate Wednesday by 76-22, declaring that it is “a critical national interest of the United States” to prevent Iran from using Shiite militias inside Iraq to subvert the U.S.-backed government in Baghdad.
Quando Sarkozy fu eletto presidente, l’ottimo Andrea Gilli, su Epistemes.org, scrisse: ” (…) Difficile pensare che Sarkozy si possa distanziare nettamente da queste posizioni (quelle di Chirac, ndStar). A noi sembra che più di qualcosa stia cambiando. In Francia e non solo.
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Contro tutti, ma con Sarkozy:
[…] The model for the GOP comes from - of all places - France. There, newly elected President Nicolas Sarkozy demonstrated that it is possible to produce a decisive election victory in favor of more conservative reform. His most “radical” proposal was to let workers be able to work overtime tax free. This allowed him to stake out a positive position to entice workers who traditionally looked to the Socialist Party to support their interests. [*]
E non è neppure la prima volta che lo scrive.
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Massimo “bai bai” D’Alema, preso com’è dalla costruzione del nuovo partito nondemocratico-nonamericano, s’è dimenticato di bollare come “irrituale” l’iniziativa dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Ronald P. Spogli, sulla vicenda Telecom Italia-At&t. Lo facciamo noi per lui, dato che anche questa lettera, come la precedente, ci appare abbastanza irrituale. Si chieda, lui, il perché.
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Mauro Gilli e Daniele Sfregola su l’Occidentale:
[…] Respinti (LINK, ndStar) scrive invece che non si tratta di un “neocon”. Fukuyama non ha mai fatto formalmente alcuna professione di fede, è vero, ma se è arrivato a scrivere un libro per spiegare le ragioni del suo allontanamento dal movimento “neocon”, evidentemente non era tanto distante da questa scuola di pensiero.
Questo, invece, è quanto scrivevamo noi poco più di una settimana fa sempre a proposito dell’articolo di Respinti citato dagli amici di Epistemes. Comunque, per fare ulteriore chiarezza “sotto il cielo neocon” vi consiglio la lettura di questo articolo di Christian Rocca del marzo 2005. Ha ragione Rocca quando afferma che i neocon sono molti meno di quanto faccia credere Ennio Caretto sul Corriere, ma negare - come ha fatto il pur bravo Respinti - che Francis Fukuyama abbia aderito per un determinato periodo al pensiero neoconservatore ci pare una di quelle inesattezze che lasceremmo volentieri alla penna contapalle del visionario Ennio.
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Strepitoso commento di Ringo al precedente post:
Ohio-Florida (la finale, ndStar): i democratici pensano già a dei brogli da parte del comitato repubblicano. Michael Moore sta rivedendo al rallentatore la semifinale contro la liberal UCLA per dimostrare che i Gators l’hanno rubata
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FINAL FOUR 2007 - Georgia Dome, Atlanta (Ge)
Round-up (must): FF preview Basketnet.it - UCLA-Florida, Georgetown-Ohio St., Up and Down 1 e 2 Playitusa.com - SportsIllustrated - ESPN - CBS Sportsline.
Pronostico: repeat di Florida.
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