France’s Change
Non c’è dubbio che Sarkozy abbia abbandonato la isterica politica antiamericana del suo predecessore. Antonio Martino
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Non c’è dubbio che Sarkozy abbia abbandonato la isterica politica antiamericana del suo predecessore. Antonio Martino
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“I’ve come to Washington to bear a very simple, straightforward message. I wish to re-conquer the heart of America. I want to re-conquer the heart of America in a lasting fashion”.
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Peter Brookes sul NY Post. Ne vogliamo parlare ancora?
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France’s change from Chirac to Sarkozy, from Foreign Minister Dominique de Villepin to Kouchner represents an enormous shift in Old Europe’s relationship to the U.S. (Charles Krauthammer on National Review)
L’ex-presidente Chirac sosteneva che la Francia avrebbe potuto convivere con un Iran dotato della bomba atomica. Per Sarkozy, semplicemente, non è così. Il nuovo ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, ha apertamente dichiarato che esistono due sole possibilità per risolvere le controversie con l’Iran: o il successo della diplomazia per fermare il programma nucleare di Ahmadinejad, o la guerra. Il cambiamento di fronte della politica estera francese ha dato nuova linfa alle politiche mediorientali dell’Amministrazione Bush. Anche al Congresso il clima è mutato:
Just this week, the House overwhelmingly passed a resolution calling for very strong sanctions on Iran and urging the administration to designate Iran’s Revolutionary Guards a terrorist entity. A similar measure passed the Senate Wednesday by 76-22, declaring that it is “a critical national interest of the United States” to prevent Iran from using Shiite militias inside Iraq to subvert the U.S.-backed government in Baghdad.
Quando Sarkozy fu eletto presidente, l’ottimo Andrea Gilli, su Epistemes.org, scrisse: ” (…) Difficile pensare che Sarkozy si possa distanziare nettamente da queste posizioni (quelle di Chirac, ndStar). A noi sembra che più di qualcosa stia cambiando. In Francia e non solo.
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Da François Fillon a Valérie Pécresse (leggete il post precedente) passando per il “fedele tra i fedeli”, Brice Hortefeux, e la “Condi Rice in pâté de foie gras“, Rachida Dati.
Qui.
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Segnatevi questi due nomi: François Fillon e Valérie Pécresse. Lui, 53 anni da poco compiuti, già ministro durante i governi Balladour, Juppé (I e II) e Raffarin (I, II e III), sarà con molta probabilità il primo ministro di Sarkozy; lei, 40 anni tra due mesi, portavoce dell’UMP, è la punta di diamante del nutrito gruppo di “sarkozettes” che entreranno a far parte della prossima squadra di governo. Entrambi hanno un blog. Loro sono la dimostrazione che Nicolas Sarkozy non è una meteora caduta per caso su Parigi, ma il frutto della rivoluzione che ha investito l’UMP a cavallo del nuovo secolo. Frutto e artefice, al tempo stesso, di un rinnovamento il cui nobile risultato - ultimo ma non finale - è stata la riconciliazione dei francesi con la politica. La nuova classe dirigente dell’UMP è frutto del merito, del coraggio di rimettere in discussione anche il passato dal quale è venuta; frutto di idee e non delle ideologie (pragmatismo si dice); della “rupture” che, dategli del tempo, così “tranquille” non sarà. Forse ha ragione Andrea Gilli su Epistemes, un uomo da solo non può rivoluzionare l’intera politica di un paese. Ma Sarkozy non è un uomo solo, ha dalla sua parte un’intera “squadra” di donne e uomini come lui. Sarkozy ha dalla sua parte un paese a cui ha parlato chiaro sin dall’inizio della campagna elettorale. Sarkozy ha dalla sua parte la jeunesse francese desiderosa di riprendersi il proprio futuro. Non è poco. Potrà fallire, ma non la tradirà.
Segnalato da LiberoBlog.
Anche su La Voce del Padrone e Il Circolo Giovani.
Trackback: Sarkò Round-Up.
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Attenzione: post in continuo aggiornamento





Fonti: Corriere.it, Repubblica.it, Reuters, NYTimes, Flickr.
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Tra centinaia (!!!) di commenti - tra stampa italiana, estera e blog - letti stamattina, sulla vittoria di Nicolas Sarkozy, vi segnalo quello di “quel genio di Andrea Marcenaro”, nella sua solita rubrica Andrea’s Version, sul Foglio di oggi:
Il problema principale non è quello. Almeno qui in Italia. Non è se Sarkozy saprà fare quel che ha promesso sulle 35 ore, sulla riforma delle pensioni, sulla funzione pubblica, sugli ospedali, la scuola, il lavoro o la Turchia. O se saprà dare la sferzata culturale che a tanti piace e a tanti no. Il problema non è nemmeno se Sarkozy sarà coerente o meno sul riavvicinamento alla politica atlantica, sull’Europa, o sulla liberalizzazione all’anglosassone del mercato. Magari il problema fosse quello. Lo sarà per la Francia. Ma per noi la faccenda è un po’ più grave. E cioè. Dato che per nessuno dev’essere piacevole cadere dalla padella nella brace. Dato che la meravigliosa Ségolène ha perso e quella bestia di Sarkozy ha davvero vinto. Dato che prima o poi si terranno delle elezioni anche in Italia. E dato che non si è mai tenuta un’elezione nell’ultimo decennio senza che Umberto Eco minacciasse: “Se vince Berlusconi emigro in Francia”, adesso dove cazzo andrà?
Vive la République, Vive la France, Vive Marcenarò!
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L’aggiornamento del post avverrà in ordine cronologico inverso (l’update più recente in cima).
Il video del discorso dopo la vittoria (grazie a Daw):
ore 20.50 - “Gli amici americani potranno contare sulla nostra amicizia e la Francia sarà sempre a loro fianco quando avranno bisogno di aiuto“. Nicolas Sarkozy
ore 20.10 - Nicolas Sarkozy è il nuovo presidente della Repubblica francese. Secondo le prime proiezioni ufficiali, il candidato dell’UMP avrebbe ottenuto il 53% dei voti, una percentuale alta se si considera il sistema elettorale a doppio turno francese. Una grande lezione di democrazia, con un’altissima partecipazione al voto. Si sono recati alle urne oltre l’85% degli elettori che hanno dovuto scegliere tra due modelli di stato contrapposti. Alla fine hanno scelto quello più moderno, il più “liberale”, il più occidentale. E’ un grande momento per la Francia. Alè Sarko!
ore 20.00 -
NICOLAS SARKOZY, le Président
ore 19.41 - Stessa situazione in rue de Solférino 10 Parigi, sede del Partito Socialista.
ore 19.40 - Mancano 20′ alla chiusura dai seggi, poi inizieranno i suicidi di massa in via Solferino 28 Milano, sede del Corriere.
ore 19.20 - ALTRO CHE HENRY E ZIDANE:

ore 19.12 - Secondo l’istituto di sondaggi CSA Nicolas Sarkozy la spunterebbe con il 54,5% dei voti. E’ uno dei dati più alti nella storia della Republique (soprattutto se non si considera il dato anomalo del 2002)
ore 19.05 - Chiuse da diversi minuti per motivi di sicurezza le stazioni Concorde, Tuileries e Madeleine sulla linea 12 della metrò parigina. Sono le più vicine a Place de la Concorde dove l’UMP sta organizzando la festa. Si prevede un afflusso di oltre 50.000 persone.
ore 19.03 - Abbiamo salito lo champagne dal congelatore al frigorifero, non vorremmo prenderci una congestione
ore 18.45 - Secondo la prima proiezione fatta dal ministero dell’Interno francese, diffusa dall’agenzia svizzera Ats, Sarkozy vince le elezioni con il 53,5% dei voti. Via Mario Sechi, anche lui LIVE!
ore 18.40 - Anche al Corriere e a Repubblica si sono accorti degli exit-poll che danno in vantaggio Sarkozy, però pubblicano solo quelli con le stime più basse. A noi comunque basta.
ore 18.10 - Siamo in buonissima compagnia in questo liveblogging: Daw, RDM20, NeoconItaliani, XXI Century Blog.
ore 18.00 - Diverse televisioni e giornali attribuiscono a Sarko un vantaggio sulla rivale che oscilla tra il +6% e il +10%
ore 17.55 - Il tasso di astensione in questo secondo turno dovrebbe essere intorno al 14%; al primo turno fu il 15.78%
ore 17.45 - Sempre secondo la solita fonte segreta (mica tanto!) svizzera, Nicolas Sarkozy la spunterebbe su Ségolène Royal con il 54% dei voti contro il 46% della candidata socialista. E’ solo un exit-poll ed è pubblicato fuori dalla Francia, ma sono gli stessi che al primo turno c’hanno preso!
ore 17.35 - Si va verso una partecipazione record: secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, alle 17 ha votato il 75.11% degli aventi diritto, contro il 73.87% del primo turno, due settimane fa. Si tratta del record assoluto dal 1965, anno in cui fu istituito il suffragio universale in Francia.
ore 17.15 - Secondo diversi sondaggi effettuati all’uscita dalle urne il candidato del centrodestra, Nicolas Sarkozy, sarebbe in vantaggio. La fonte è svizzera, quindi precisa come un orologio!
ore 16.10 - L’ultima volta (2002) finì così: Jacques Chirac (Rassemblement pour la République) 82,21% - Jean-Marie Le Pen (FN) 17,79%; l’ultima volta tra un candidato (neo)gollista e un candidato socialista (1995) finì, invece, così: Jacques Chirac (Rassemblement pour la République) 52,64% - Lionel Jospin (PS) 47,36%.
ore 15.45 - Due motivi in più per stare con Sarkozy: Judith et Jeanne-Marie (foto 5), le belle figlie della moglie Cécilia avute dal primo matrimonio. Potremmo vederle più spesso qualora Sarko diventasse presidente.
ore 15.30 - Ecco a cosa possono dare vita le ultime sconsiderate affermazioni di Ségolène Royal.
Seggi aperti in Francia da stamattina alle 8.00, nei possedimenti francesi d’Oltremare si è votato ieri. Il dato di affluenza alle urne in questi territori è addirittura cresciuto rispetto a quello già record del primo turno. Anche in Francia sembra aumentare la partecipazione degli elettori: alle 12.00, secondo i dati forniti dal ministère de l’Intérieur, nelle città si sono recati a votare il 34,11% degli aventi diritto, contro il 31,21% del primo turno e il 26,2% del secondo turno del 2002 alla stessa ora. Da questo momento in poi seguiremo in liveblogging il pomeriggio “presidenziale” francese. Subito dopo la chiusura delle urne (ore 20) avremo i primi exit-poll, ma qualche indiscrezione sui risultati potrebbe giungerci già prima.
Il liveblogging del primo turno delle elezioni presidenziali. I risultati del primo turno. Gli ultimi sondaggi (anche qui). La scommessa che lanciammo nell’ottobre scorso. Quella europea. Il nostro giudizio su una parte del giornalismo italiano al seguito di queste elezioni (o della sola Royal).
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Nell’ultimo sondaggio Ipsos/Dell per Le Point sulle intenzioni di voto dei francesi al secondo turno delle Presidenziali, Nicolas Sarkozy ha fatto registrare il dato più alto su una serie di oltre sessanta misurazioni realizzate da gennaio a oggi. Lo scarto è significativo e la dinamica di fine campagna elettorale è a lui favorevole. Per il 90% degli elettori la scelta è definitiva. Questo il commento di Ipsos. L’analisi di Pierre Giacometti in occasione del 18° forum di Ipsos non lascia scampo alla candidata socialista: “Que l’on regarde les intentions de vote, la sociologie de l’électorat, les motivations du choix, que l’on s’attarde sur la crédibilité ou la perception des programmes, le bilan du débat, et même les personnalités de chaque candidat, Nicolas Sarkozy est le grand favori du scrutin de dimanche“.
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La sinistra chiama, i terroristi risponderanno? Si tratta di uno schema già ben collaudato che in passato risultò determinante per la vittoria di un altro leader socialista europeo (Zapatero). Ha ragione Andrea Mancia a giudicare sconcertanti le dichiarazioni di Ségolène Royal - “L’elezione di Sarkozy scatenerà violenze e brutalità” - rilasciate questa mattina durante un’intervista radiofonica a RTL. Sconcertanti e, aggiungo io, pericolose. I fatti accaduti in Spagna nel 2004 (tre giorni prima delle elezioni) e la precaria situazione nelle banlieues francesi, avrebbero dovuto suggerire ben altro atteggiamento, certamente molto più accorto, alla candidata socialista, probabilmente frustrata dagli esiti degli ultimi sondaggi e dal giudizio espresso dai francesi sulla sua performance televisiva. Come scrive oggi Il Foglio, “Mme Royal ha rivelato il se stessa di sinistra, nel senso prototipico della gauche eterna. Uno spettacolo pazzesco di demagogia e di arroganza del cuore“. I francesi l’hanno capito, al Corriere no.
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La Francia che c’è è quella di Nicolas Sarkozy, in crescita secondo tutti gli ultimi sondaggi sulle elezioni Presidenziali francesi pubblicati dalla stampa transalpina:
- TNS Sofres per RTL, LC1 e Le Figaro: Sarkozy 54,5% (+2,5%), Royal 45,5% (-2,5%).
- Ipsos/Dell per SFR e Le Point: Sarkozy 54% (+0,5%), Royal 46% (-0,5%).
- CSA-Cisco per Le Parisien/i-Télé: Sarkozy 53% (+1%), Royal 47% (-1%).
- Ifop per Fiducial, M6 e Le Monde: Sarkozy 53%, Royal 47%. (UPDATE!!!)
I siti internet dei principali quotidiani italiani non riportano ancora la notizia. In compenso su L’Espresso vi raccontano che Sarkozy è la conservazione e la Royal la rivoluzione. Per la serie: mentono sapendo di mentire. Qui si sta con André Glucksmann, qui si sceglie il Lupo.
Forse ci vuole un grande lupo cattivo affinchè Olivier Besancenot, Francois Bayrou e Ségolène Royal s’intendano fra loro, magra comunione spirituale. Nella cabina elettorale, il 6 maggio, ogni cittadino sceglierà fra due schede: una Royal, l’altra Sarkozy. E non fra dei sì e dei no che prendono di mira un fantasma. Brandire «l’apriti sesamo» del Tutto tranne Sarkozy per aprire a Ségolène le porte dell’Eliseo, qualunque cosa dica oggi e faccia o non faccia domani, sa d’imbroglio. Si sotterra allora il magnifico sussulto del primo turno, si ripete il cartello dei no che infranse di netto lo slancio europeo, si perpetuano tre decenni di ristagno e di indebolimento francese. Non abbiamo cinque anni da perdere.
Leggi anche La Francia che non c’è.
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