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StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto

Pessimistemes

Interessante analisi di Andrea Gilli per Epistemes.org sull’eventuale (e, pare, prossima) nuclearizzazione dell’Iran.

L’Iran potrebbe anche non essere, come suggerisce Andrea, “il pericolo del mondo” descritto da diversi illustri opinionisti, ma questa analisi non mi convince fino in fondo.
Ahmadinejad continua a minacciare di cancellare Israele dalla faccia della terra ma, scrive Andrea, l’Iran non ha, ad oggi, “una ragione credibile per distruggere Israele” e non abbiamo noi la certezza che le dichiarazioni poco amichevoli (è un eufemismo) che sempre più frequentemente ci giungono da Teheran corrispondano al vero. Mi domando quanto sia realistico dover attendere di scoprir da soli la credibilità di quelle parole? Perché un Iran nucleare non rappresenta necessariamente una minaccia. Ma è quel “necessariamente” a incutermi timore. L’Iran si dice pronto a tutto, anche alla guerra. E noi? Attendiamo che sia l’amico Ahmadinejad a darci lo start?

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23 Comments »

  ZCZC wrote @ February 26th, 2007 at 12:48 am

“ma questa analisi non mi convince fino in fondo.”

Infatti e’ stata scritta usando la testa ed e’ ben documentata: e’ ovvio che un lavoro cosi’ concepito ti lasci perplesso. Non npreoccuparti, sarebbe stato strano il contrario!

  StarSailor wrote @ February 26th, 2007 at 7:50 am

ZCZC, simpatico il tuo commento ma non hai risposto alla mia domanda.

  Gianlucamat wrote @ February 26th, 2007 at 10:09 am

Hai ragione Starsailor, ma conosci bene la logica di queste persone: bisogna aspettare che sia il nemico a farsi avanti (e mi fermo qui prima di scatenare una guerra…), altrimenti la colpa sarà sempre di chi previene, bisogna dar retta a chi dice che l’Iran sta cercando fonti energetiche alternative anche se ha più giacimenti di petrolio che fontane…

  Phastidio wrote @ February 26th, 2007 at 12:28 pm

Mi pare che l’ultimo commento sia piuttosto disassato. Premesso che non è chiaro cosa voglia dire “la logica di queste persone”. Premesso che nessuno di Epistemes ha finora parlato (tranne il sottoscritto, ma solo nelle riunioni di redazione e non in pubblico) di un Iran che sviluppa il nucleare per carenza prospettica di greggio; tutto cio’ premesso, e ulteriormente premesso che l’Iran esporta greggio ed importa benzine e distillati, e che nessuno di noi conosce la reale consistenza delle riserve petrolifere iraniane, non credo che oggi l’Iran sia un monolite, e non credo che Ahmadinejad abbia tutto il paese dietro di sé, soprattutto viste le assai precarie condizioni di salute di Khamenei e la lotta per il potere che certamente è già iniziata in seno al Consiglio Supremo.

Un recente rapporto russo sostiene che l’embargo tecnologico ha rallentato significativamente lo sviluppo della tecnologia nucleare iraniana. Se cio’ non fosse sufficiente, potremmo sempre riflettere sul modo in cui sta venendo gestita la situazione irachena e (temo) anche quella afghana, su cui ho postato oggi.

Poi, se vogliamo metterci a fare analisi del tipo indiani vs.cowboys possiamo sempre farle, ma credo che il bar dello sport (che già si vale di illustri commentatori quali Rocca e Reale) sia fin troppo affollato.

  StarSailor wrote @ February 26th, 2007 at 12:59 pm

Gianluca, conosco “la logica di queste persone” e sinceramente mi son sempre trovato più in sintonia con il loro approccio che con altri.
Phastidio, non mi pare che l’embargo in Iraq abbia ottenuto risultati significativi nei confronti del regime di Saddam. Non voglio dire che bisogna andare in Iran per esportare la democrazia (ci credo poco) ma mi domando se non sia giunto il momento di passare alla diplomazia delle cannoniere anziché rimaner qui ad attendere che siano loro a dettare le regole del gioco. Ciao!

  creonte wrote @ February 26th, 2007 at 2:32 pm

l’iran è un problema solo degli arabi.

  KrilliX wrote @ February 26th, 2007 at 2:49 pm

una cosa non si discute: il titolo del post è bellerrimo!

  StarSailor wrote @ February 26th, 2007 at 2:58 pm

creonte, non credo che si tratti solo di un problema interno agli arabi. Almeno fin quando non finiranno le minacce a Israele e Occidente (e -attenzione!- non è il solo Ahmadinejad a farle).
Krilla, grazie! :D Spero che gli amici di Epistemes non la prendano come offesa perché vuol essere tutto fuorché quello. Ciao!

  KrilliX wrote @ February 26th, 2007 at 3:04 pm

il mio era un giudizio estetico.
figurati se li voglio offendere, non lo farei: mi fanno pure un po’ paura

  StarSailor wrote @ February 26th, 2007 at 3:29 pm

No Kri, mi riferivo al mio titolo. Ho “solo” sbagliato un “lo” con un “la”… :D

  William Wallace wrote @ February 26th, 2007 at 3:57 pm

A me sembra, invece, che la visione “troppo semplice” sia di Gilli, il quale nutre un´eccessiva fiducia nella via diplomatica rimanendo legato alla tradizionale scuola del realismo e del bilanciamento di potenza.
Ho riletto i passi di Ostellino e Venturini e non credo affatto che la loro visione sia semplicista e tantomeno da sbolognare come la “vulgata” dell´equazione Iran+nucleare=olocausto nucleare. In particolar modo, l´articolo di Ostellino sottolinea come esista una certa riluttanza da parte dei Paesi europei a seguire gli Stati Uniti nelle sanzioni nei confronti dell´Iran, per il semplice fatto che con Teheran fanno buoni affari!! Entrambi, Ostellino e Venturini, sono preoccupati che parte dell´Occidente non si senta minacciata dal nucleare iraniano per il semplice motivo che Teheran tanto la bomba su Israele non la sgancerà mai per paura di ritorsioni. Esattamente il principio esposto da Gilli, secondo il quale non esisterebbe nessuna minaccia perchè l´Iran con la bomba non sarebbe ne più ne meno pericoloso delle altre patenze nucleari come ci insegna la guerra fredda.
Peccato però che, nonostante il concetto deterrenza-ritorsione sia ancora valido in via di principio, ci sono altri aspetti di cui il Gilli non tiene conto. Primo, l´Iran con la bomba atomica provocherebbe una corsa al nucleare degli altri paesi del golfo cosa poco auspicabile; secondo, la destabilizzazione dell´intera zona dovuto al fatto che l´iran diventerebbe di gran lunga la prima potenza del Golfo Persico. Terzo, il passaggio della tecnologia o, addirittura, di materiale nucleare a gruppi terroristici o della guerriglia sciíta nel mondo. Quarto, oggi ci troviamo ad affrontare un nemico che è quello del terrorismo islamico. Che senso ha ricorrere a tutti i costi alla via diplomatica con Teheran per scongiurare un irrealistico attacco ad Israele, se poi sotto banco gli ayatollah sostengono i gruppi terroristici che sono il principale pericolo pubblico?
Concludendo, credo che i motivi sostenuti da Epistemes, secondo i quali non dovremmo considerare Teheran una minaccia, fossero validi 30 anni fa. Oggigiorno, la guerra preventiva è uno strumento di politica estera da tenere in conto e non scartare a priori in nome della fede incodizionata nella diplomazia. L´allargamento delle sanzioni e un possibile intervento preventivo sono, forse, più realistici del “neo-realismo” di Epistemes. Non possiamo permetterci più che alcuni stati supportino logisticamente e finanziariamente i terroristi, soprattutto se questi stati entrano in possesso di tecnologia nucleare.

“Poi, se vogliamo metterci a fare analisi del tipo indiani vs.cowboys…”

  Chris wrote @ February 26th, 2007 at 5:18 pm

Attaccare l’Iran sarebbe una follia. Soprattutto adesso dove l’america attraversa un periodo economico non troppo felice e con le elezioni alle porte. Senza contare alle miriadi di posizioni assunte in questo momento in politica estera, anche militari. Lascia perdere Blair che usa il ritiro americano per dar spago a Brown che perde consensi ogni minuto che passa. Ahmadinejad non è così seguito come sembrerebbe, sta portando la sua politica verso un “laicismo esasperato” che piace pochissimo alla teocrazia Iraniana, con Khamenei ed il granconsiglio non troppo contenti del suo operato. Gli strali del “finto ayattolah” non sono altro che propaganda per trovar consensi in seno ad un opinione pubblica medioorientale che da sempre è il vero obiettivo iraniano. Teheran di certo non lascia indefferente nessuno a mio avviso, ma con l’andar del tempo sembra sempre di più, molto fumo e poco arrosto. Di certo attaccare Israele, oppure le coste americane con un improbabile missile (dove staranno queste prove) sarebbe la fine dell’Iran, che tra l’altro non si potrebbe neanche permettere causa il momento economico disastroso che sta attraversando. Non credo che alla fine gli appoggi di Corea del Sud, Cina o Russia possano essere così incisivi da poter far fare la stupidaggine agli ayattolah. E’ tutta propaganda per ottenere in cambio qualcosa, come è stato per la Corea del Sud.

  ag wrote @ February 26th, 2007 at 5:41 pm

Post breve e con poche argomentazioni. Rispondo quindi brevemente: nessuno si senta offeso.

Francesco: io ho esposto una semplice contraddizione logica. Se l’Iran volesse distruggere Israele, allora non si capisce perche’ non lo abbia ancora fatto -visto che ne ha i mezzi (armi chimiche e batteriologiche). E se a questa domanda si risponde sostenendo che prima vuole assicurarsi la protezione delle armi atomiche contro la successiva ritorsione americana, allora non si capisce per quale motivo STRATEGICO dovrebbe distruggere Israele - tolto il fatto che dopo aver usato le armi atomiche subirebbe COMUNQUE la ritorsione americana. Risolvete questa contraddizione con argomenti solidi, e il mio articolo perdera’ il suo senso di esistere. Finora, nessuno ci e’ riuscito.

William Wallace: dice che la logica della deterrenza non vale piu’… perche’ “Primo, l´Iran con la bomba atomica provocherebbe una corsa al nucleare degli altri paesi del golfo cosa poco auspicabile”. Non si vede cio’ cosa c’entri con l’uso delle armi nucleari da parte dell’Iran. Qui si mischiano questioni differenti. Io dico che l’Iran non usera’ le armi atomiche. Wallace dice che questa logica non funziona piu’ e per suffragare la sua tesi dice che un Iran nucleare provochera’ una corsa alle armi nucleari. Non vedo dove la logica della deterrenza venga intaccata.

“secondo, la destabilizzazione dell´intera zona dovuto al fatto che l´iran diventerebbe di gran lunga la prima potenza del Golfo Persico.” Again, anche in questo caso non si dimostra che l’Iran utilizzerebbe le armi nucleari ma si mette alla luce un altro problema.

“Terzo, il passaggio della tecnologia o, addirittura, di materiale nucleare a gruppi terroristici o della guerriglia sciíta nel mondo.” Ottimo esempio: difatti finora ne’ Hizbullah ne’ Hamas hanno avuto accesso alle armi chimiche iraniane. Guess why. Inoltre, anche qui non si dimostra che l’Iran dara’ o usera’ armi atomiche a gruppi terroristici. Senza contare poi che questi al massimo potranno fare armi radiologiche. NOn atomiche.

“Quarto, oggi ci troviamo ad affrontare un nemico che è quello del terrorismo islamico. Che senso ha ricorrere a tutti i costi alla via diplomatica con Teheran per scongiurare un irrealistico attacco ad Israele, se poi sotto banco gli ayatollah sostengono i gruppi terroristici che sono il principale pericolo pubblico?” Vedi punto sopra.

saluti, ag.

  StarSailor wrote @ February 27th, 2007 at 12:42 am

Chris, scrivi “ma con l’andar del tempo sembra sempre di più, molto fumo e poco arrosto”. A me pare tutto il contrario: stanno per raggiungere i loro scopi nucleari, vi è un’escalation di dichiarazioni contro Israele e Occidente. Non vedo perché credere che tutto si risolverà in una gigantesca bolla di sapone.
Ciao Andrea, più che una tesi io mi son posto (e ti ho posto) una domanda alla quale, mi spiace, non hai ancora risposto. Risolvimi questo dubbio con argomenti solidi (e  so che li hai!), e il mio breve post perderà il suo senso di esistere. Finora, non l’hai fatto.
Scherzi a parte, concordo con le conclusioni di William Wallace: “Non possiamo permetterci più che alcuni stati supportino logisticamente e finanziariamente i terroristi, soprattutto se questi stati entrano in possesso di tecnologia nucleare” per questo, caro Andrea, ti (mi) chiedo il perché di questo “waiting for…”? “For” che cosa? Che Ahmadinejad si alzi una mattina prenda il microfono e ci dica: “Siete su scherzi a parte!”?

Booooom!
Ciao.

  ag wrote @ February 27th, 2007 at 11:39 am

Francesco: per la prima parte del tuo commento. LOL.

La tua (prima) domanda: “attendiamo che sia l’amico Ahmadinejad a darci lo start?”

Si puo’ anche non attendere, e procedere. Ci sono solo alcuni problemi.

Nella storia non c’e’ mai stata sicurezza assoluta. Nessuna comunita’ politica, nessuno stato, nessun impero ha mai goduto di “total security”: assenza totale di minacce. Il motivo e’ semplice: perche’ le minacce sono connesse ai rischi, e il rischio e’ implicito in una vita fatta di scelte. Se non c’e’ scelta non c’e’ rischio, e allora non ci sono minacce. In altre parole: secondo la tua logica, oggi dovremmo agire contro l’Iran, domani contro il Venezuela, dopodomani contro chiunque critichi l’Occidente perche’ sicuramente un dopodomani lo vorra’ colpire. E’ la logica di Rumsfeld del “non possiamo accettare neppure uno 0,001% di rischio”. Ottimo, allora il primo passo doverbbe essere distruggere le centrali nucleari americane visto che il rischio che esse possano produrre dei disastri sono dello 0,01%.

In altre parole, la logica del cosa attendiamo e’ fallace, perche’ ci sono sempre delle possibili minacce. Al momento, la piu’ grave minaccia che grava sulla terra’ non e’ il terrorismo, non sono le armi nucleari ma sono i meteoriti. Quando iniziera’ la nuova GLOBAL WAR ON SPACE ROCKS? GWSR?

INoltre,, eliminato l’Iran non vivremo in un mondo di pace e armonia, ma nel caso migliore in un mondo molto piu’ pericoloso dove gli USA saranno ancora piu’ temuti e quindi osteggiati. A meno che tu non pensi che Cina, Russia, etc. vedano con favore che il piu’ forte del pianeta va in giro per il mondo a fare guerra a chi gli pare (suggerimento: e i prossimi obiettivi potrebbero essere loro).

Finally, e qui rispondo al tuo amico Wallace, i terroristi possono anche entrare in possesso di armi nucleari. Ma, come detto, non possono costruire armi atomiche ma al massimo armi radiologiche, per capacita’ distruttive non molto piu’ efficaci di armi chimiche o batteriologiche. Allora, la domanda e’: perche’ l’Iran non ha ancora dato queste armi ad Hamas ed Hizbullah?

Dobbiamo aspettare che colpiscano? Certo che no. Ma non e’ immaginando una guerra metafisica tra il bene e il male che batteremo il terrorismo, come sopra: la sicurezza totale non e’ mai esistita. Come scriveva quel grande indellettuale di Raymond Aron nel suo Guerra e Pace tra le Nazioni “chi cerca sicurezza totale finisce sempre per produrre insicurezza totale”.

saluti, aa.

  Chris wrote @ February 27th, 2007 at 1:24 pm

Francesco semplicemente perchè l’Iran non ha i mezzi per affrontare una guerra che diventerebbe interplanetaria ed i secondo luogo, alleati come Cina e Russia, non darebbero a mio parere il loro appoggio (soprattutto i primi) in un momento economico per loro favorevole ma ancora costellato di problemi economici rilevanti. Una guerra siginificherebbe buttare a mare tutti gli sforzi fatti dallo “pseudo” capitalismo Cinese. A questo punto l’Iran da solo appoggiato da qualche paese Arabo vicino non avrebbe secondo me scampo. No, io rimango della mia idea.

  abr wrote @ February 27th, 2007 at 4:03 pm

Interessante dibattito, come sempre quando ci si confronta in modo argomentato e realistico su temi reali.

La mia idea, dopo aver letto tutti (e nessuno s’offenda! :-D ) è che si tenda a sottovalutare due fatti:
a) è palese che l’Iran miri al predominio regionale, non alla guerra mondiale alquaediana contro l’Occidente tutto in prospettiva Califfato (sogno tutto sunnita).
b) l’Iran di Ahmadij. ha scelto di cogliere il predominio regionale accumulando crediti tra le masse islamiche per mezzo dell’eradicamento di Israele dal M.O.
c) In tale prospettiva i gruppi terroristi potranno essere usati come autentico “vettore” dell’atomica iraniana al posto dei missili,
d) Altro che attentati radiologici! Un bel calcione al piccolo formicaio Israeliano, target ideale per l’arma di distruzione di massa per antonomasia; al misero costo di una qualche retaliation, che potrà però essere usata contro gli israeliani stessi, raccontando a chi ci vuole credere (gli arabi ma anche molti europei) che tutto sommato è stata tutta colpa dei terroristi e di qualche scienziato traditore e pazzo (tipo quel pakistano, ricordate?).

Ecco perchè, ammesso che la Forza sia con Noi, prediligo l’idea di chi voglia “dissuadere” Tehran sin d’ora e senza tregua, con le buone o con le cattive, piuttosto che fingere all’europea che all’Iran servano 3000 centrifughe atomiche “pacifiste”; se fosse per problemi energetici infatti, non farebbero forse prima a imparare a raffinarsi tutto quel greggio da soli?
Anche da un punto di vista meramente diplomatico poi, il “laissez faire” più che un errore lo troverei una stupidaggine: perchè lasciare sviluppare gratis un deterrente a qualcuno? E gli “amici” (o i finti tali) in Regione, cosa penserebbero di noi ?
ciao, Abr

  ag wrote @ February 27th, 2007 at 7:18 pm

Due brevi precisazioni

1) Tutti i paesi mirano ad ingrandire la loro sfera di influenza. Cosi’ fa l’Iran, cosi’ fa l’Italia, cosi’ fanno gli Stati Uniti.
2) Chi e’ forte ci riesce, chi e’ debole o si accontenta o perisce.
3) L’Iran non e’ forte. E’ stato rafforzato da una politica miope e poco fruttifera da parte di Washington. In breve: Saddam era il principale problema dell’Iran. Gli USA lo hanno buttato giu’ e adesso non sanno come risolvere il casino.
4) La retorica anti-sionista di Ahmadinejad va presa con le pinze per tre motivi: e’ retorica, e’ non molto diversa da quanto dicono gli altri Paesi arabi, come tutta la retorica, quella sulla democrazia di Bush compresa, e’ rivolta all’interno, non all’esterno. Quando Prodi dice che finalmente abbiamo fatto il multipolarismo (nota: non so cosa significhi) si rivolge a Bush o agli elettori dell’Unione che devono trovare a tutti i costi la discontinuita’. Ecco, lo stesso vale in Iran.
5) Il terrorismo non puo’ usare o costruire armi nucleari perche’ la sua forza (il non essere localizzabile, la sua natura “non territoriale”) glielo impedisce (come fai a rimanere un gruppo terrorista, quindi senza “fissa dimora”, se poi devi stabilizzarti in un territorio per sviluppare armi nucleari?). Appunto, non puoi. Certo, resta il problema di Hamas ed Hizbullah che sono ben localizzati territorialmente. Cio’, oltre a sollevare problemi sulla loro definizione (a questo punto non sono piu’ solo gruppi terroristici) ha un’altra implicazione: la deterrenza ha effetto anche su di loro. Ecci perche’ non solo l’Iran non ha mai dato armi chimiche ai due gruppi ma anche non ci sono tracce della loro volonta’ ad entrarne inpossesso.

saluti, ag.

  abr wrote @ February 28th, 2007 at 6:52 pm

Tnxs ag.
La distinzione la facevo tra mire regionali e globali; ovvio che chi abbia argomenti veri e forti li usi. Vale per l’Iran MA ANCHE per gli Usa, ecco perchè li apprezzo se tengono la linea “dura” sul caso in questione e si comportano per quello che sono, l’ultima superpotenza.
Trovo poco convincente la posizione sui gruppi terroristici (o non solo terroristici). Innanzitutto non avrebbero nessuna tecnologia da sviluppare, quella arriverebbe dall’Iran; per far da “vettori” non serve tecnologia ma solo incoscienza (o disciplina estrema).
Colpirebbero non il loro territorio (localizzati o meno che siano), ma quello del nemico Israele. Come l’Enola Gay sul Giappone.
Interessante la questione sulle armi chimiche: di quelle non ne puoi dare solo “una” come per l’atomica, quindi paradossalmente sarebebro meno “controllabili” on demand del fornitore; ritengo sia corretta in tal caso la tua ipotesi sulla deterrenza anche nei loro confronti.
In sintesi: hai ragione tu, ho ragione io? Non trovo il rischio di scoprirlo live valga la candela, se Israele (non le Torri o il Tube di London) vale ancora qualcosa per l’Occidente: vanno fermati prima.
ciao, Abr

  G.L. wrote @ March 1st, 2007 at 12:48 am

Sarebbe bello se questo pluralismo d’opinioni fosse anche una caratteristica dell’Iran. Purtroppo non lo è. La guerra, per diversi motivi, è impossibile da realizzare ed è da idioti anche solo ipotizzarla. Non paventarla, riponendo totale fiducia nella democrazia, mi sembra fuori luogo: come se un pugile volesse affrontare un incontro col braccio legato. Mah.

  G.L. wrote @ March 1st, 2007 at 12:49 am

“Non paventarla, riponendo totale fiducia nella democrazia*, mi sembra fuori luogo”

*diplomazia, pardon :)

  William Wallace wrote @ March 1st, 2007 at 5:56 pm

Che l´Iran, appena ne entri in possesso, lanci la bomba atomica su Israele è uno scenario che sta in piedi solo in un film di Hollywood e non bisogna, di certo, essere esperti di Relazioni Internazionali o scrivere su Epistemes per capirlo. Ciò non toglie che un Iran dotato di armi nucleari cambierebbe lo scenario dell´intero Medio Oriente, come Sergio Romano spiegò mesi fa sul Corriere. Alcuni dei possibili scenari sono ovviamente la destabilizzazione del Medio Oriente, grazie ad un Iran molto più forte e una conseguente corsa al nucleare da parte degli altri stati del golfo. Ma il pericolo maggiore, insisto, è costituito dalla possiblità che armi nucleari, sebbene di piccola potenzialità, finiscano in mano ai vari gruppi terroristici che più o meno ufficialmente Teheran sostiene.

Ora, la tesi di Gilli è che un Iran nucleare (e per “nucleare” intendo dotato di bomba atomica non di semplici centrali) non costiuirebbe una minaccia perchè il risultato sarebbe “semplicemente” quello di avere un altro attore sullo scacchiere delle potenze nucleari. E, di conseguenza, i rapporti di Teheran con il resto delle potenze verrebbero regolati dalla logica di deterrenza-ritorsione. Sebbene questo concetto sia stato valido finora non sappiamo fino a che punto possa reggere. E mi spiego meglio; supponiamo che l´Iran nucleare scateni la corsa agli stessi armamenti degli altri Paesi del golfo e nel giro di un tot di anni altre potenze entrino nello scacchiere nucleare. Chi ci garantisce che il bilanciamento dovuto al concetto di deterrenza-ritorsione possa funzionare anche se il numero di attori in campo aumenta soprattutto nelle parti più “calde” del mondo? Nessuno. Per lo stesso motivo per cui il Gilli ci dice che, comunque, noi viviamo nel pericolo costante con o senza Iran perchè anche nei Paesi occidentali c´é sempre il rischio che uno impazzisca o per errore prema un pulsante e scateni una catastrofe nucleare. E, quindi, per un motivo o per l´altro preferisco che ci siano meno paesi con armi nucleari. In altre parole, il fatto che in 60 anni di era atomica la reciproca distruzione abbia costituito un deterrente, non giustifica che non dovremmo preoccuparci di una bomba atomica nelle mani degli ayattolah.

Anche se l´Iran non scatenasse mai una guerra nucleare, la forza acquisita dal regime degli ayattolah avrebbe ripercussioni sulla situazione mediorentiale. Di conseguenza, non si capisce perchè, dovremmo preoccuparci della bomba atomica di Teheran solo se effettivamente volessero sganciarla su Israele, mentre non ci dovrebbe turbare se la usassero come semplice strumento per accrescere il loro potere sulla scena internazionale. Credo che una ulteriore destabilizzazione del medio oriente non giovi a nessuno.

Ma quello che mi preme maggiormente è il discorso sul terrorismo islamico che rimane il nemico numero uno da fronteggiare. Ora, anche qui il fatto che Hezbollah e compagnia cantante non abbia mai attaccato Israele con armi chimiche, nonostante i paesi finanziatori di questi gruppi ne siano in possesso, non esclude a priori che un domani possano farlo e, addirittura, usando armi nucleari di piccolo “cabotaggio”. Ciononostante, gruppi come Hezbollah e Hamas sono fortemente legati ai Paesi in cui vivono e prolificano e, quindi, la conseguente ritorsione nucleare sul Libano o l´Autorità palestinese costituisce, in effetti, un deterrente ad una eventuale azione nucleare contro Israele. Ma questo concetto non si puó applicare alla rete di Al Queda, la quale non è “radicata” in alcuna nazione. Nei loro confronti il concetto di ritorsione-deterrenza non funziona. Certo, rimane da dimostrare per quale motivo l´Iran dovrebbe “rischiare” di fornire ordigni ai terroristi Quedisti ma allo stesso modo dovremmo dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, perchè non dovrebbero farlo. In altre parole, non possiamo escludere che in Paesi che sfuggono alla normale divisione dei poteri (e quindi di reciproco controllo) tipiche delle Democrazie, esistano entità politiche e militari che abbiano interessi a fornire di armamenti nucleari i gruppi terroristici.

In nome del neo-realismo, Gilli dice che il livello di pericolo di una Democrazia armata di bomba nucleare è lo stesso di un Paese dittatoriale (uso questi termine per semplificare); in altre parole, sulla scena internazionale Bush con l´atomica è pericoloso quanto Ahmadinejad con la stessa. Questa visione è tipica, appunto, della dottrina realista che tende a considerare una nazione esclusivamente dal punto di vista del suo effettivo potere sulla scena internazionale, senza tenere conto di fattori interni come il livello di democrazia, libertà d´opinione, ecc..Questa visione, secondo me, non è più valida nella lotta al terrorismo o quanto meno è da rivedere. Non ha alcun senso trattare con Teheran se poi, sottobanco, finanziano il terrorismo contro Israele.

Saluti

  ag wrote @ March 1st, 2007 at 6:30 pm

concordo pienamente con William Wallace. Anzi: e’ lui che ora conviene con me.

Basta leggere il primo commento, la mia replica e poi questo suo intervento.

Io parlavo, fin dall’inizio, del rischio di uso di armi nucleari da parte dell’Iran. E per questo la mia analisi e’ stata criticata. Ora lui dice che quanto dico io e’ ovvio, i problemi sono altri. Quando avro’ lettori disposti a leggere 45 pagine di analisi (e il tempo) scrivero’ un testo su tutte le implicazioni dello sviluppo nuclear in Iran, il terrorismo, il Medio Oriente, la Proliferazione, Israele, il ruolo dell’India, degli USA, la disputa Sciiti-Sunniti, Ali, Maometto, la Pietra Nera.

Sono abbastanza modesto da pretendere di poter dare qualche breve suggerimento su una questione alla volta. Il fatto che venga prima criticato per il contenuto dell’analisi e poi per cosa essa non includerebbe dimostra che appunto non e’ ancora tempo per sbrindellate di 45 pagine. ag

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