No, non si tratta del titolo di un film, anche se, a volte, la realtà può rivelarsi assai peggio della finzione cinematografica. Il sindaco di Messina, Francantonio Genovese (Dl-Margherita), emulando le gesta (ahì per lui!) del suo predecessore, rischia la decadenza dallo scranno più alto di Palazzo Zanca a causa di un cavillo legale al quale si è appellata la controparte politica, nella fattispecie il consigliere comunale Giuseppe Trischitta di Alleanza Nazionale: “Il sindaco di Messina, Francantonio Genovese, a quasi un anno dalla sua elezione non ha ancora presentato la documentazione relativa alla sua posizione patrimoniale, una documentazione che sarebbe dovuta essere presentata entro tre mesi dall’insediamento“. L’avv. Trischitta ha già inviato al presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, e al segretario generale del Comune di Messina, Ribaldo, una richiesta per avviare le procedure di decadenza del sindaco.
Potremmo asserire, utilizzando un vecchio ma sempre attuale adagio, che “chi di cavillo legale ferisce, di cavillo legale perisce“. A farne le spese sarebbero, come sempre, i messinesi.
Buzzanca fu fatto decadere per una cinquantina di euro di gasolio e l’uso fuori norma dell’auto blu che gli spettava quando era Presidente della Provincia di Messina; Genovese ha un conflitto d’interessi grande quanto lo Stretto di Messina. Anzi, è proprio nei liquidi (leggi, anche, danari) provenienti dallo Stretto che Franzantonio Magno, Re di Franzopoli, rischia di affogare.
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