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StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto

Larry Legend

“Lascio stasera lo sport che amo, dopo aver dedicato la mia vita sportiva ai Celtics. E’ stato fantastico. Ringrazio voi, Magic, l’organizzazione dei Celtics per avermi spinto a vette che non avrei mai pensato di raggiungere.”
LARRY BIRD, 4 FEBBRAIO 1992

Del basket mi sono innamorato guardando le repliche in videocassetta delle sfide degli anni ‘80 tra i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers. Quella rivalità all’epoca voleva dire soprattutto Larry Bird contro Magic Johnson. I supporting cast non erano da meno - Kevin McHale, Robert Parish, Bill Walton, Danny Ainge, Dennis Johnson da una parte, Kareem Abdul-Jabbar, James Worthy, Jamaal Wilkes, Bob McAdoo, Byron Scott dall’altra - ma erano Larry e Magic a catturare interamente la scena. In dieci anni, dal 1979 al 1989, i Lakers giunsero in finale ben otto volte vincendone cinque; i Celtics cinque volte portando a casa tre titoli. Il fascino del Boston Garden con quel parquet dalla trama unica in tutta l’NBA; la voce del mitico “Chick” Hearn al Forum di Inglewood, California, e le sue invenzioni linguistiche, quando a partita virutalmente conclusa gridava: “This game’s in the refrigerator: the door is closed, the lights are out, the eggs are cooling, the butter’s getting hard, and the Jello’s jigglin’!“; la brillantina nei capelli di Pat Riley, Jack Nicholson in prima fila a tifare Los Angeles. Oggi, del fascino di quegli anni resta poco: Chick è volato via; il Forum è stato sostituto dallo Staples Center, il Boston Garden dal Fleet Center; Pat Riley è seduto sulla panchina dei Miami Heat ma non ha più lo smalto di vent’anni fa; Magic e Bird vivono ognuno a proprio modo il mondo del basket ma hanno perso il carisma di quando indossavano una canotta e un paio di shorts. Los Angeles, malgrado Phil Jackson e Kobe Bryant, non è più dominante; Boston è in crisi da anni e ancora non si vede la luce bianca in fondo al tunnel. Solo Jack Nicholson è rimasto al suo posto, più vecchio ma sempre primo tifoso dei Lakers.
I L.A.Lakers probabilmente sono stati la squadra più forte di quella decade, e forse per questo io tifavo Boston Celtics: perché a vedere quel contadino dell’Indiana, quel bianco dalla schiena bizzosa dominare in una lega di superatleti afro-americani, non potevi non innamorarti di lui. E di tutto questo meraviglioso sport.

LARRY BIRDGrazie a Fabio Anderle potremo rivivere quegli anni, attraverso la storia del grande Larry Bird. Sul sito Italian Celtics Pride è possibile scaricare il libro: “Larry Legend“, la prima biografia in italiano di Larry Bird. Sarà la mia lettura per questo weekend, certo che non riuscirò a staccare gli occhi da questo racconto fino a quando non leggerò la parola FINE.
Le statistiche di Bird si commentano da sole: 897 partite giocate, 21.791 punti realizzati, 8.974 rimbalzi, 5.695 assist. Sono immense ma ancora non riescono a spiegare la grandezza di questo giocatore. Eletto nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame (1988), tre titoli NBA, tre volte MVP della regular season, due delle finali, rookie dell’anno nel 1980, uno dei docici componenti dell’Original Dream Team che vinse le Olimpiadi di Barcellona 1992. THE GREAT WHITE HOPE.
Quando Bird si ritirò il suo eterno amico/rivale, Magic Johnson, gli riservò le parole più belle: Larry, mi hai costretto a notti insonni, eri l’unico giocatore che temessi. Perché se mancavano pochi secondi alla fine ed il punteggio era in equilibrio, sapevo che avresti trovato il modo di vincere. In tutti questi anni sei sempre stato sincero e leale. Solo in un’occasione mi hai mentito, quando mi hai detto che prima o poi ci sarebbe stato un altro Larry Bird. Larry, non ci sarà mai un altro Larry Bird. Ti voglio bene, ti rispetto e ti ammiro, grazie.”

Grazie a Fabio Anderle per averci regalato (è proprio il caso di dirlo visto che il libro è scaricabile gratuitamente) nuovamente queste emozioni. SCARICATELO QUI.

Buon fine settimana a tutti,
StarSailor

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12 Comments »

  otimaster wrote @ September 30th, 2006 at 7:18 pm

Tutti nomi che mi evocano ricordi lontani di quando tu non eri nemmeno un Pivello e io lo ero ancora un po’, quante sere ho trascorso davanti alla TV a vedere le prime cronache della NBA con Dan Peterson, pensa che ogni tanto trasmettevano ancora degli spezzoni in bianco e nero.

  StarSailor wrote @ September 30th, 2006 at 9:02 pm

Master, io all’epoca ero più piccolo di una palla da basket. Ho rivisto tutto “in differita” in videocassetta e oggi grazie a Emule.
Mitico Dan: Mamma butta la pasta! WELL!
Buon weekend!

  Legend wrote @ September 30th, 2006 at 9:35 pm

Beh, in quanto autore della biografia non posso che ringraziarti per i complimenti e per lo spazio che mi hai generosamente concesso.
Ma ti invito anche, da tifoso Celtics, a non lasciare “lettera morta” il tuo intervento su Italian Celtics Pride, una realtà che mira a riunire tutti i tifosi biancoverdi d’Italia in un’unica discussione.
Ho visto che qui su StarSailor prediligi discorsi più impegnati, Stefano, ed apprezzo il tuo evidente amore per la letteratura e per la cultura americana, che assieme ai Celtics è già il secondo punto ad accomunarci.
Ma Italian Celtics Pride può essere per te un momento di “svago”, una fuga da una realtà politica che a volte, non possiamo negarlo, diventa oppressiva ed opprimente.
Ancora grazie, e fatti sentire

Fabio

  Giuseppe Lucariello wrote @ October 1st, 2006 at 10:16 am

ciao francesco, un saluto da tutta AS Aversa, Ugo ti saluta in modo particolare!!!

  StarSailor wrote @ October 1st, 2006 at 4:49 pm

Ciao Giuseppe, che dicono gli altri “marinielli”? Mi raccomando a Ugo… ;)
Legend, grazie a te per essere passato da qui e complimenti ancora per la meravigliosa opera. C’hai ragionissima però, a volte, è il tempo che manca. Cmq, ci ritroveremo sicuramente di qua, dillà o su Playitusa. Ciao!

  ringo wrote @ October 1st, 2006 at 11:07 pm

Io le partite di Larry Bird me le rivedevo grazie alle videocassette di un mio cugino che giocava a pallacanestro. Spettacolo puro.
(Ero convinto anche di averne tenuta una, ma non lo trovo più, sicuramente se la è ripresa!)

  StarSailor wrote @ October 1st, 2006 at 11:14 pm

Ringo, io ho deciso che quando avrò un po’ di tempo e un po’ di spazio sull’hard-disk comincerò a scaricarmi tutte le serie delle finali tra Boston, Laker, Philly (Doctor J) e Detroit! ;)
Ciao!

  Mauro wrote @ October 1st, 2006 at 11:55 pm

Eh… mi fai tornare ragazzino…
io tifavo proprio Celtics.
“Mamma! Butta la pasta!!!” ;-)

  StarSailor wrote @ October 2nd, 2006 at 12:05 am

Mauro, il Mass sarà pure lo stato più liberal degli USA ma i Celtics erano i Celtics. Ciao!

  Abr wrote @ October 2nd, 2006 at 1:16 am

Starsailor, non sai il fastidio. Dunque, ero qui, commentatore nr.1 a “post fresco”, tutto commosso dai ricordi che il tuo aveva suscitato .. e non m’ha preso il commento! L’avrei ammazzato, Haloscan Wordpress o chi per lui.
Beh, solo per dire quanto mi stava sulle p.. quel maledetto, quel prototipo dell’ala grande, assieme tosto e dal leggiadro jump shot. Assieme a Kevin McHale ( che hai ricordato) e Robert Parish (che hai dimenticato). VOi giovinastri non potete capire. Maledetti si, perchè io tifavo …. Philadelpia! E in quegli anni, la finale delle Est Conferences era sempre tra Dr.J. e Larry Byrd. E di solito passavano questi ultimi .. poi, scherzi del destino, anni dopo ho passato gran parte del mio tempo in America proprio a Boston (ovviamente sono stato al Fleet, a vedere Iverson non i Celtics).
Sul suo (di Larry) esser un tipo tosto, ancora mitico è in America (o meglio, a Boston) il suo discorso allo spogliatoio, dopo una gara due o tre persa in casa, in cui disse ai compagni che dovevano finirla di comportarsi da “Sissies” (from Sissy, la archiduchessa di nonsochè moglie di Francesco Giuseppe, interpretata dalal spelndida Liz Tayor in un film famoso).
Tornati in campo, li MASSACRARONO (mi pare fossero proprio i Lakers di Magic) con la partita più fisica mai vista fuori dalla Nfl.
Continua così grande!
ciao, Abr

  Rino Nania wrote @ October 2nd, 2006 at 8:38 am

Anch’io, forse qualche hanno prima, mi sono innamorato del basket, guardando dal vivo Larry Bird, quando è venuto a Messina per la più bella e mai dimenticata edizione del torneo “Lo Forte”. Era un torneo di preparazione alle olimpiadi, dove gli USA vincevano a ban bassa la medaglia d’oro. Ma di converso questo non significa che amo scriteriatamente ovvero supinamente l’”America”. Nè sono di quelli che per atteggiamento pregiudiziale ne criticano ferocemente tutto. Ritengo però che la saggia, attualmente perduta, Europa possa, in un’asse geopolitico che và spostandosi, riacquistare funzione e coraggio, oltrechè dignita ed assumere un ruolo di valori permanenti, tratti dai greci e latini e dall’innesto che questa antica cultura ha avuto con il cristianesimo.
A presto.

  StarSailor wrote @ October 2nd, 2006 at 12:44 pm

Abr, alla conta dei commenti mi mancava il tuo: non fosse arrivato non avrei più scritto di basket :) Grande Philly, ha vinto meno di quanto meritasse. Soprattutto Doctor J: giocava come Jordan molto prima di Jordan. Bellissimo l’episodio che hai ricordato che la dice tutta sul carattere di Legend Larry.
ciao e grazie!
Rino Nania, sei di Messina? Io pure. Purtroppo non ho avuto la fortuna di vedere quel torneo, la “Coppa Cesare Lo Forte”, una delle poche belle cose che c’era in città. C’era e non c’è più. Ma Bird è venuto nel ‘92 o quando frequentava il college?
Sulla tua posizione riguardo al rapporto America-Europa non posso che essere d’accordo. Fortunatamente l’asse franco-tedesco sta modificando la sua posizione di antiamericanismo per pregiudizio grazie alla Merkel e all’avvento di Sarkozy oltralpe. Su valori e tradizione… beh, nella sidebar di questo sito trovi il banner dell’appello “Per l’Occidente” che la dice lunga sulla mia idea in merito. ;)
Ciao!

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