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Lettera di Simone Baldelli ai Giovani Azzurri

Simone Baldelli

Simone Baldelli si è dimesso dal ruolo di Coordinatore Nazionale del Movimento Giovanile Azzurro per raggiunto limite di età (34 anni). Ricordiamo a noi stessi (e pure a voi) che in questo paese il Ministro dei Giovani ha la tenera età di 45 anni (sic!).

Di seguito la lettera con cui ha salutato e ringraziato l’intero movimento giovanile di Forza Italia.

Cari Amici,
come molti di voi sanno e come ho annunciato anche pubblicamente nel corso del meeting di Gubbio, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dal mandato elettivo di Coordinatore Nazionale del Movimento Giovanile Azzurro assunto in seguito alla celebrazione del nostro primo Congresso Nazionale.
Si è trattato di una scelta di natura politica ed etica. Il mese prossimo compirò 34 anni, ho guidato questa struttura per molto tempo, e credo sia giusto lasciare spazio ad altri. Ho avuto l’onore di essere stato eletto deputato, cosa per la quale ringrazio il Presidente Berlusconi, i vertici del partito, e in particolar modo il giovanile per la forza e l’entusiasmo che ha saputo darmi anche nei momenti più difficili di questi lunghi anni di lavoro.
All’interno del Gruppo parlamentare azzurro, poi, ho ricevuto un incarico di rilievo nel Direttivo. Ho ritenuto, dunque, anche in forza del principio che ha ispirato la nostra norma statutaria sulle incompatibilità, di non poter continuare a seguire l’attività del Movimento Giovanile e la sua prossima fase congressuale con l’impegno e l’attenzione sufficienti.
Vi scrivo perché voglio che sappiate che per me questa esperienza è stata un’avventura meravigliosa e indimenticabile. Perché sappiate quanto questo nostro percorso insieme sia stato un arricchimento politico e umano senza pari.
In questi anni di congressi, incontri, riunioni, trasferte, manifestazioni, campagne elettorali, banchetti e corsi di formazione siamo tutti cresciuti insieme. In questi anni di battaglie, di rivalità, di amicizie e di strade che si sono incrociate in vario modo siamo diventati tutti più maturi e consapevoli. Siamo la prima generazione politica che ha spiccato il volo dopo il crollo del Muro e che si è formata sotto la bandiera di Forza Italia: per questo incarniamo anche anagraficamente l’intuizione geniale del nostro Presidente di realizzare la sintesi tra le migliori tradizioni democratiche, liberali e occidentali del nostro Paese, senza pregiudizi ideologici, né tentazioni estremiste. Di questa nostra storia abbiamo il diritto e il dovere di essere orgogliosi.
Ringrazio di cuore quanti hanno collaborato con me in questo lungo cammino, a partire dagli amici del Coordinamento Nazionale, sia coloro che sino ad ora e fino al Congresso hanno speso e spenderanno tempo ed energie impagabili al servizio del giovanile, sia coloro i quali, in questi ultimi anni, hanno intrapreso percorsi personali diversi, permettendo ad energie nuove e fresche di iniziare a formarsi nei diversi settori di attività, pur senza mai far mancare il loro sostegno e il loro contributo.
Ringrazio i Coordinatori Regionali e Provinciali che hanno lavorato sul territorio in questi anni di Governo, animati esclusivamente dalla passione politica e dall’entusiasmo.
Per quanti di loro usciranno dal movimento in seguito alla prossima celebrazione dei congressi, è giusto che Forza Italia sappia trovare uno spazio adeguato nel movimento politico. E su questo mi impegnerò personalmente per cercare risposte.
Ringrazio i dirigenti tutti e i militanti, sulle cui spalle si è retta un’attività organizzativa di presenza politica ed elettorale preziosa e gratuita, il cui valore è il miglior dono alla generosa caparbietà con cui Silvio Berlusconi ha saputo guidarci anche in quest’ultima durissima campagna elettorale, e continuerà a farlo in questa difficile fase di opposizione.
Ringrazio le ragazze e i ragazzi più giovani che in questi ultimi tempi si sono avvicinati. A voi faccio l’invito più caloroso a partecipare alla politica, a non perdervi d’animo di fronte alle frustrazioni e alle difficoltà. A essere protagonisti di una fase congressuale importante che rappresenterà per voi, così co me lo è stata per me, un’esperienza entusiasmante di confronto e magari anche di scontro, leale e democratico, nel rispetto delle regole e dell’autonomia della nostra struttura.
Vi chiedo, infine, scusa per ciò che non sono stato in grado di fare, per i miei limiti e per i miei errori.
Resto sempre a Vostra disposizione, perché non voglio smettere di sentirmi un giovane azzurro e non posso dimenticarmi che insieme abbiamo imparato a volare.

Simone Baldelli

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5 Comments »

  otimaster wrote @ September 21st, 2006 at 7:09 pm

Fatti avanti pivello c’è un posto vacante :)

  StarSailor wrote @ September 21st, 2006 at 7:26 pm

Master, seeee… Se mi garantisci un posto lì nell’hinterland va benissimo. Qui o le segreterie stanno chiuse notte e giorno o non è consigliabile frequentarle! :( Ciao!

  ringo wrote @ September 23rd, 2006 at 9:10 pm

Sembra Joaquin Phoenix.
Saluti.

  StarSailor wrote @ September 23rd, 2006 at 9:29 pm

Ahaha, è vero! Ciao Ringhio :P

  Gabriele Cartasegna wrote @ September 25th, 2006 at 4:51 pm

Caro Simone,

nel ringraziarti, come tutti, per questi anni di lavoro alla guida del Movimento Giovanile, mi permetterai alcune considerazioni schiette e – credo – oggettive sulla nostra situazione attuale e su quello che ci aspetta in futuro.
Forza Italia Giovani è oggi una realtà debole e in molte parti del Paese addirittura marginale nel panorama della politica e dell’associazionismo giovanile. E’ una struttura quanto mai precaria, travagliata da problemi interni, senza particolari prospettive di sviluppo e di crescita.
E’ un contenitore – pur importante – che però con il passare degli anni ha visto scemare progressivamente buona parte del proprio contenuto, senza essere stato in grado di formare una nuova classe dirigente per il futuro.
Forza Italia Giovani ha riprodotto e fatti propri quasi ovunque quei difetti strutturali, programmatici e organizzativi che affliggono da anni il Movimento Politico. E così quella che sarebbe dovuta essere (e per certi versi è stata) una grande avventura di ragazzi e ragazze basata sulla passione e sul desiderio di un’Italia migliore si è rivelata spesso una grande palude di piccoli politicanti, di “aspiranti Berlusconi”, di personaggi grotteschi cooptati dal partito o dal signorotto locale di turno.
Il coordinamento nazionale e le strutture nazionali del Giovanile (spesso anche quelle periferiche) sono parse in questi anni assai distanti dai bisogni e dalle aspettative di quelle migliaia di giovani che nelle province, nelle città e nelle periferie hanno sempre dato l’anima e il cuore nel nome di quei valori che ci sono tanto cari.
E così si è andato spesso profilando un quadro desolante. Da una parte una cricca di eletti, dall’altra un esercito di giovani motivati e instancabili che, pur essendo stati lasciati allo sbaraglio, hanno “tirato la carretta” in modo encomiabile, anche con risultati concreti (politici ed elettorali) al di là delle migliori previsioni.
Non dobbiamo stupirci, dunque, se il Giovanile non solo non è decollato come movimento di massa, ma addirittura si è sempre più affievolito, perdendo oltre all’entusiasmo anche la capacità organizzativa, la presenza sul territorio, la possibilità di lanciare quelle grandi battaglie culturali e politiche delle quali la gioventù italiana avrebbe avuto tanto bisogno.
A testimonianza di ciò, si pensi per esempio allo stato dei settori studenteschi (scuola e università) di Forza Italia Giovani, che difettano da sempre di un progetto organico complessivo e di una struttura unitaria e funzionante; col risultato che le poche realtà esistenti sono lasciate all’iniziativa dei singoli, mentre la gran parte degli studenti liberali e moderati si avvicina facilmente ad esperienze e forme di associazionismo che poco o nulla hanno a che fare con Forza Italia.
O si pensi, ancora, alla totale mancanza di iniziative di crescita e di formazione politica dei giovani a livello locale, con quelle nazionali relegate a passerelle mediatiche spesso insufficienti.
Tutto questo mentre le poche realtà locali attive e funzionanti, oltre a non essere minimamente rappresentate nel coordinamento e nelle strutture nazionali, sono a volte addirittura ostacolate dai vertici.
Ed è assurdo (ma doveroso!) riflettere sul fatto che concetti come “libertà” e “democrazia”, fondanti del nostro progetto politico, sono in realtà del tutto estranei alle dinamiche interne di Forza Italia Giovani.
E’ chiaro, allora, che ciò che è stato fatto in questi anni non è più sufficiente. Perché il rischio che stiamo correndo (e che si sta ormai concretizzando) è quello di fare di Forza Italia Giovani la semplice parodia di un partito politico, mentre i grandi progetti, le battaglie programmatiche, i dibattiti culturali si spostano inesorabilmente altrove, e mentre anche i ragazzi più motivati sono costretti a mollare di fronte alla disorganizzazione e alla mancanza di prospettive.
Non credo di dire cose nuove e neppure assurdità quando propongo che la fase congressuale di cui parli nella tua lettera sia preceduta da un’ampia e approfondita analisi della situazione e da un confronto libero e democratico con tutte le componenti (nazionali, regionali, provinciali, cittadine, universitarie e studentesche) del Giovanile.
Una grande assemblea nazionale aperta alla partecipazione di militanti e simpatizzanti ( e aperta soprattutto al dialogo) potrebbe essere uno strumento utile per parlarci di persona e per pensare insieme al futuro, senza pregiudizi né preconcetti.
E altrettanto libera e democratica dovrà essere questa tanto attesa fase congressuale, a tutti i livelli, perché solo così saremo in grado di rimboccarci le maniche e di rimetterci, ancora una volta, al lavoro.
Col che ti saluto, caro Simone, con la certezza che avrai perdonato la mia franchezza e con la speranza di crescere e di andare avanti.

Con simpatia e immutata stima,

Gabriele Cartasegna
gcartasegna@hotmail.com

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