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StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto

Archive for May, 2006

Cos’ha Ovidio che Giusva non ha?

Il ragionamento del Master non fa una grinza. Per un Ovidio Bompressi libero deve esser concessa la grazia anche a Valerio “Giusva” Fioravanti. Se questa è la “giustizia”, allora la si applichi per tutti.
A mio (modestissimo) parere il problema sta a monte. Ma questo è un altro discorso.

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Vola Piaz, vola

Il Piaz. Un mito per chi l’aveva visto giocare a pallacanestro e anche per chi credeva si trattasse solo di una leggenda metropolitana. E’ volato in paradiso a cercare nuove sfide. A provare uno dei suoi leggendari “cross-over” contro Davide Ancilotto; a esaltare i tifosi iniseme a Chicco Ravaglia; a regalar spettacolo con “Mangiafuoco” McRae. Gabriele Piazzolla, il re dei playground milanesi, aveva soli 25 anni ma aveva già scritto la storia di questo sport. A modo suo. Con un blog lo ricordano gli amici e i suoi tifosi.
Il tributo della Gazzetta dello Sport: CIAO PIAZ, MAGO DEL CAMPETTO
MILANO, 30 maggio 2006 - Questa è la storia di un ragazzo che il grande basket lo sognava e qualche volta lo aveva assaggiato. Lo aveva cercato con ostinazione, pur dovendo fare i conti con i propri demoni che alla fine lo hanno fregato. Gabriele Piazzolla, morto a Milano una settimana fa, era un artista di strada. Uno di quelli che tra tanti anni, nei campi di Milano e non solo di Milano, ricorderanno più e meglio di tanti giocatori che saranno solo comparse nella memoria. Non Piazzolla, il “Piaz”. Un ragazzo di 25 anni di incredibile bellezza, grazia e talento, che segnava canestri da dieci metri con incolpevole naturalezza, che ridicolizzava l’avversario con tunnel e contro tunnel in qualsiasi categoria si cimentasse, dalla B1 al tre contro tre estivo.
Lo hanno amato e allenato tanti coach che siedono sulle panchine dei grandi: Fabio Corbani, Guido Saibene, Giorgio Valli, Cesare Ciocca solo per citarne alcuni. Lo hanno ammirato e qualche volta sportivamente detestato compagni e avversari di gioco nei campi di via Dezza e del parco Sempione, quando iniziava lo show per dare sfogo a uno splendore cestistico da lasciare tutti a bocca aperta e spesso col sedere per terra. Ubriacati di finte, scherniti da un crossover, uccellati da distanze ritenute impossibili per realizzare un canestro. Al “chiuso” il copione non cambiava: in serie B, in serie C, traguardi raggiunti ripartendo dalla serie D dopo il settore giovanile all’Olimpia Milano.
Quando arrivava in motoretta da Via dei Missaglia al campo del Cusano Milanino già cambiato e pronto per la partita. Promozione in C2 al primo colpo. Dalla serie D alla B1 di Treviglio, per nove punti in meno di due minuti “e tutti a casa”, come amava dire lui al campetto; poi Voghera, tante casalinghe innamorate e quei 25 punti in 20 minuti arrivando poco prima della palla a due, pregando l’allenatore di metterlo comunque in quintetto. Altro piccolo particolare: era la partita decisiva per raggiungere i playoff.
Si torna in serie B, questa volta la B2 di una Torino affamata, poi Como, dove il traguardo salvezza si trasforma in 11 vittorie su 15 partite dal suo arrivo. In mezzo le comparsate a Corsico, serie C2, perché quando era senza squadra, il suo vecchio allenatore a Cusano Milanino Gianluca Oltolina lo chiamava per dare una mano ai suoi ragazzi e vincere qualche partita in più. Generoso, intelligente, spontaneo, Piazzolla accettava sempre: immaginatelo voi un giocatore da serie A sui campi di periferia.
Dopo Corsico, dopo il suo ultimo approdo a Ghemme in serie C1, dopo gli allenamenti alla scuola di Dante Gurioli a Rho “perché solo tu Dante puoi farmi tornare il giocatore che ero”. Oltolina lo ha pianto in chiesa insieme a una folla impressionante sabato scorso a Milano, parlando di lui dal banco delle letture, invitando, per un giorno, per un’ora, a spegnere il sole, oscurare la luna e le stelle, sradicare gli alberi: perché lo spettacolo è finito, il più forte di tutti se n’è andato.

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I mulini a vento non girano più

L’Olanda del multiculturalismo (fallito) e del relativismo culturale; l’Olanda delle droghe libere; l’Olanda dell’eutanasia e dei matrimoni fra omosessuali; l’Olanda degli zoccoli di legno e delle zoccole(*) in vetrina. L’Olanda presa spesso ad esempio nel nostro paese.
L’Olanda del PARTITO DEI PEDOFILI. Abominevole.

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Si torni dunque alla politica…

…e si mettano da parte gli isterismi. Tutti concordano su questo punto: Walking Class, Otimaster, Abr, Freedomland, Neoconitaliani. Spero che simili riflessioni siano in grado di farle anche i nostri rappresentanti.

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Elezioni Regionali, Sicilia 2006. I dati definitivi

CANDIDATO PRESIDENTE
Totò Cuffaro (Casa delle Libertà/Per la Sicilia Cuffaro Presidente) 53,09% - 1.374.706 voti validi
Rita Borsellino (Unione/Rita Borsellino Presidente) 41,64% - 1.078.179
Nello Musumeci (Alleanza Siciliana) 5,27% - 136.545

RIEPILOGO REGIONALE LISTE
Forza Italia 19,169%
Alleanza Nazionale 10,565%
UdC 12,98%
Movimento per l’Autonomia/Nuova Sicilia 12,527%
L’Aquilone Lista del Presidente 5,664%
Movimento Sociale Fiamma Tricolore 0,347%
DC per le autonomie 0,265%
TOTALE CASA DELLE LIBERTA’: 61,517% (1.513.531 voti)

Uniti per la Sicilia 5,2%
DS 14,004%
Democrazia è libertà - La Margherita 12,021%
Rita il mio impegno per la Sicilia 4,844%
TOTALE UNIONE 36,069% (887.437)

Alleanza Siciliana
2,413% Non partecipa alla suddivisione dei seggi non avendo superato lo sbarramento posto al 5%

TUTTI GLI ELETTI AL PARLAMENTO REGIONALE
Eletti di diritto: Totò Cuffaro (CdL) e Rita Borsellino (Unione)
CdL 55 seggi, Unione 35.

Prov. AG (7 seggi+1)
Cimino Michele (FI), Granata Giancarlo (An), Savarino Giuseppa (Udc), Di Mauro Giovanni (MpA), Terrana Decio (L’Aquilone); Panepinto Giovanni (Ds), Manzullo Giovanni (Margherita), Giacomo Di Benedetto (Ds).
Prov. CL (4)
Pagano Alessandro (FI), Maira Rudi (UdC); Speziale Lillo (Ds), Galletti Giuseppe (Margherita).
Prov. CT (17)
Antonio D’Asero (FI), Giuseppe Li Moli (FI), Giovanni Cristaudo (FI), Salvo Fleres (FI), Fabio Mancuso (UdC), Fausto Favone (L’Aquilone), Raffaele Stancanelli (An), Salvo Pogliese (An), Angelo Lombardo (MpA), Lino Leanza (MpA), Giovanni Pistorio (MpA), Raffaele Nicotra (MpA); Salvatore La Manna (Uniti per la Sicilia); Giovanni Barbagallo (Margherita), Cataldo Fiorenza (Margherita), Giovanni Villari (DS), Antonio Di Lardo (Ds).
Prov. EN (3)
Edoardo Leanza (FI); Galvagno Michele (Margherita), Termine Turi (Ds).
Prov. ME (11+1)
D’Aquino Antonio (FI), Beninati Nino (FI), Buzzanca Giuseppe (An), Santi Formica (An), Ardizzone Giovanni (UdC), De Luca Cateno (MpA), Sanzarello Sebastiano (L’Aquilone); Ballisteri Maurizio (Uniti per la Sicilia), Panarello Filippo (Ds), Rinaldi Francesco (Margherita), Laccoto Giuseppe (Margherita), Francesco Concetto Calanna (Ds)
Prov. PA (20+1)
Francesco Scoma (FI), Gianfranco Miccichè (FI), Dore Misuraca (FI), Francesco Cascio (FI), Giovanni Mercadante (FI), Salvino Caputo (An), Guido Lo Porto (An), Nunzio Maniscalco (MpA), Antonino Rizzotto (MpA), Mario Parlavecchio (L’Aquilone), Antonio Antinoro (UdC), Antonino Dina (UdC), Salvatore Cintola (UdC), Riccardo Savona (UdC); Antonello Cracolici (Ds), Giuseppe Apprendi (Ds), Francesca Cantafia (Ds), Gaspare Vitrano (Margherita), Andrea Zangara (Margherita), Armando Aulicino (Uniti per la Sicilia), Riccardo Piccione (Margherita).
Prov. RG (5)
Leontini Innocenzo (FI), Incardona Carmelo (An), Ragusa Orazio (UdC); Zago Salvatore (Ds), Ammatuna Roberto (Margherita).
Prov. SR (6)
Confalone Giancarlo (FI), Gianni Giuseppe (UdC), Gennuso Giuseppe (MpA) Cappadona Nunzio (L’Aquilone); Zappulla Giuseppe (Ds), Ortisi Egidio (Margherita).
Prov. TP (7+2)
Adamo Giulia (FI), Turano Girolamo (UdC), Cristaldi Nicolò (An), Regina Francesco (L’Aquilone), Ruggirello Paolo (MpA); Oddo Camillo (Ds), Gucciardi Baldo (Margherita), Vincenzino Culicchia (Margherita), Antonio Giuseppe Parrinello (Uniti per la Sicilia).

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Sicilia 2006: LIVEBLOGGING

SEZIONI 5289 sezioni su 5289 

Cuffaro Totò Totò Cuffaro (Casa delle Libertà): 53,089 %

Rita Borsellino Rita Borsellino (Unione): 41,638%

Nello Musumeci Nello Musumeci (All. Siciliana): 5,273%  

ore 0.00 A DOMANI MATTINA PER I DATI DEFINITIVI E PER CONOSCERE I NOMI DEI FUTURI CONSIGLIERI REGIONALI, PROVINCIA PER PROVINCIA. 

ore 19.30 Alleanza Siciliana sfonda il muro del 5% 

ore 19.15 Cuffaro: “Sarò il ministro siciliano che manca al Governo Prodi”

ore 19 Messina - E’ LA RIVINCITA DI PEPPINO BUZZANCA. Minuto dopo minuto, si rincorrono i dati definitivi dello spoglio delle schede elettorali. Il dato certo è l’elevata risposta degli elettori alla chiamata del partito di Fini. Il successo di AN si riscontra nel notevole numero di voti raccolto dai tre candidati principali: Buzzanca, Materia e Formica. Nettamente in testa a Messina città, Peppino Buzzanca, segno inequivocabile dell’affetto e della stima dell’elettorato messinese nei confronti di quello che considerano “il Sindaco”, nonostante da ben quattro anni non rivesta alcun incarico di governo cittadino. Praticamente certa l’elezione di Buzzanca tra gli Onorevoli dell’Assemblea Regionale Siciliana. Più incerta la classifica di merito interna ad AN nella provincia messinese, dove i tre candidati si inseguono voto dopo voto, rendendo difficile ogni previsione e rimandando le considerazioni all’arrivo dei dati definitivi. (Nettunopress)

ore 17.00 CUFFARO: “GRAZIE ALLA BORSELLINO”
“Sono contento, soddisfatto, lo sarò ancora di più quando potremo lavorare insieme, la coalizione vincente e quella che ha perso, per far crescere la Sicilia“. E’ il primo commento di Salvatore Cuffaro ai dati che lo danno vincente alle elezioni regionali siciliane. “Voglio ringraziare Rita Borsellino per la campagna elettorale serena - ha aggiunto Cuffaro -. Si apre una nuova pagina per la Sicilia, per far crescere questa terra con una classe dirigente che guarda al futuro”. Il governatore si è anche detto “soddisfattissimo di aver vinto anche a Palermo, città dove la sfida era più difficile”. (LaSicilia.it)

ore 17.30 Il senso democratico di Fava (Ds): “Il prossimo passaggio è dei giudici del Tribunale che processano Cuffaro per favoreggiamento alla mafia”

ore 17.00 L’Unione in vantaggio solo a Enna. All. Siciliana va forte a Catania, malissimo a Palermo, sotto la media regionale a Messina. Qui. 

ore 16.50 (l’avevamo dimenticata :) ) Seconda proiezione Nexus: Cuffaro (Cdl) 52,8%, Borsellino (Unione) 42,9%, Musumeci (AS) 4,3%

ore 16.30 Cuffaro (cdx), dopo i due terzi delle schede scrutinate, mantiene un vantaggio di circa otto punti percentuali sulla Borsellino (csx). Musumeci (AS), al limite della soglia di sbarramento del 5%.

16.20 Così il centrodestra: Nania (An): “Una vittoria che già si sapeva. Proprio il fatto che si trattava di una vittoria scontata ha determinato una scarsa affluenza alle urne'’
Schifani (FI): ‘’La vittoria di Salvatore Cuffaro è un risultato rassicurante per la nostra regione e per l’intera Cdl a livello nazionale. Conferma il buon governo del centrodestra in Sicilia, dove Forza Italia è stata e continua ad essere l’elemento propulsore e trainante'’.
Romano (UdC): ‘’E’ una grande vittoria della coalizione, una vittoria personale del presidente Cuffaro che in questi anni è stato pesantemente calunniato, denigrato e aggredito anche dalla politica. Adesso si prende una rivincita'’

ore 16.00 Musumeci (AS): “Dai primi parziali risultati si evidenzia la scarsa affluenza alle urne, che va letta come crescente disaffezione dei siciliani verso l’arroganza del sistema partitocratico, e’ il consolidamento dell’elettorato di Alleanza Siciliana che in alcuni casi tende a raddoppiare rispetto alle elezioni per il Senato del mese scorso”.

ore 15.50 Poco più di un mese fa avevano esultato per una vittoria nazionale ottenuta per una manciata di voti. Così, oggi, Fava (Ds) e Orlando (IdV): “Mi sembra che la stagione di Cuffaro cominci a declinare a partire da questo voto e da oggi.”

ore 15.45 Anche Daw dedica ampio spazio alle Amministrative 2006 

ore 15.35 Se questi dati venissero confermati, Nello Musumeci (Alleanza Siciliana) non supererebbe lo sbarramento del 5% su base regionale e non parteciperebbe, dunque, alla distribuzione dei seggi su base provinciale.

ore 15.25 Censurarossa ci omaggia di questo bellissimo verso: Il Borsellino di contenuto è avaro e in Sicilia vola quel galantuomo di Cuffaro“.

ore 15.15 Proiezione Nexus n°1 dà un margine ancora più ampio.
Cuffaro 53,1%, Borsellino 42,2%, Musumeci 4,7%

ore 15.05 Primi dati parziali dalla regione siciliana Questi i risultati delle regionali in Sicilia per l’elezione del Governatore dopo lo scrutinio di 2373 sezioni su 5289 pari al 44,8%: Salvatore Cuffaro 50,91% Rita Borsellino 45,14% Nello Musumeci 3,93% (Corriere.it)

ore 15.00 Prime proiezioni in Sicilia. Cuffaro in testa!

ore 14.15 Daverik ci dà il suo pronostico. E’ un friulano che studia in Svezia. Ho detto tutto. :P
ERRATA CORRIGE: Chiedo venia, il furlano vero è lui. Daverik è trentino.

ore 13.00 Al momento solo alcune indiscrezioni che provengono dalle segreterie politiche dei partiti. Secondo le indicazioni fornite dalla Margherita, su 107 sezioni scrutinate su 254 (a Messina), sembrano questi i dati più aggiornati, in vantaggio per la presidenza della Regione ci sarebbe, seppur di poco, l’uscente Totò Cuffaro della CdL. La Borsellino però sarebbe in vantaggio a Palermo e Ragusa ed avrebbe vinto a Caltanissetta, primo capoluogo dove è stato ultimato lo scrutinio. Primo partito in città la Margherita, seguito da Forza Italia, Udc, Mpa, Alleanza Nazionale e Democratici di Sinistra. Si tratta, al momento, però solo di indiscrezioni. (Normanno.com)

ore 12.30 Rita Borsellino (Unione) è a casa con il marito e le figlie, lo è anche Salvatore Cuffaro (Casa delle Libertà), che si tiene in perenne contatto con i suoi collaboratori più stretti. Stessa scelta per Nello Musumeci, che ha dedicato la mattinata alla lettura dei quotidiani per poi pranzare con la famiglia. Un’attesa tra le mura domestiche per i tre candidati alla Presidenza della Regione Sicilia, in attesa di conoscere i primi dati che verranno resi noti soltanto a partire dalle 15. (Adnkronos)

ore 12.00
Continua lo spoglio nelle 5.289 sezioni siciliane. Abbiamo letto un “pizzino” ma siamo stati cortesemente (ehm…) invitati a non rivelarvi nulla. Ancora un po’ di pazienza.

ore 10.50 Pare che i rappresentanti di lista per non correre il rischio di essere intercettati abbiano preferito comunicare tramite i pizzini… Che per adesso, si sa, qui vanno di moda. :D

ore 10.45 Elezioni, i messinesi preferiscono il mare.

ore 10.30 Il calo dell’affluenza alle urne si è registrato in tutte le provincie siciliane. La più virtuosa è la provincia di Ragusa (62,93%; nel 2001 65,39). La piu’ “pigra” quella di Caltanissetta (49,49%; nel 2001 54,96%). In mezzo Catania (62,07%; nel 2001 66,28), Palermo (61,74%; nel 2001 65,47), Messina (61,52%; nel 2001 66,55%), Trapani (59,88%; nel 2001 65,94), Siracusa (57,12%; nel 2001 59,81), Agrigento (52,98%; nel 2001 58,02) ed Enna (49,85; nel 2001 54,01%). (AGI)

ore 9.00 Nexus fornirà le prime proiezioni sulla Sicilia alle ore 15.00. Mi raccomando: pronti a toccare ferro e sperare che c’azzecchino in caso di proiezione positiva per voi; o auguratevi che stiano “toppando” un’altra volta, in caso negativo.

ore 0.00 In calo l’affluenza alle urne.
Dato definitivo (ore 22.00): 59,17 % (2.701.533 elettori su 4.566.089 aventi diritto al voto). Precedenti Elezioni Regionali (2001): 63,45 % (2.830.949 su 4.461.970).

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Il sito della Regione Sicilia. (Servizio Elettorale)
I “listini” regionali dei candidati alla presidenza.
Le liste, provincia per provincia.
Dati di affluenza alle urne.

AGENZIE STAMPA, GIORNALI E TELEVISIONI ONLINE SICILIA:
Nettunopress
Normanno
IMG Press
La Sicilia (speciale elezioni regionali)
Gazzetta del Sud
La Repubblica (Palermo)
RAI TGRegionale
RAI Televideo Regionale
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Si vota nella sola giornata di domenica 28. Lo scrutinio avrà inizio alle ore 7 di lunedì 29.
I primi dati ufficiali saranno comunicati dalle 15 in poi, vista la concomitanza con le elezioni amministrative che si svolgono nel resto d’Italia e che prevedono il voto anche nella giornata di lunedì 29.
Noi cercheremo di origliare dietro le porte delle segreterie politiche e di intercettare le chiamate dei rappresentanti di lista per fornirvi qualche piccolissima anticipazione ;)
COME FUNZIONA LA LEGGE ELETTORALE:  I candidati all’Assemblea regionale siciliana sono oltre 900 suddivisi nelle liste dei 9 collegi provinciali. Per accedere al parlamento siciliano la legge elettorale siciliana prevede che i partiti superino uno sbarramento del 5% su base regionale e stabilisce la distribuzione dei seggi su base provinciale.
Inoltre la legge elettorale siciliana, per garantire stabilità al governo regionale, prevede che il candidato presidente che risulterà eletto potrà usufruire di un premio di maggioranza non superiore a otto deputati, presenti nel cosiddetto “listino regionale”. Vincerà chi avrà ottenuto un voto in più dell’avversario, e non è previsto ballottaggio. Il candidato alla presidenza che risulterà secondo verrà eletto automaticamente all’Assemblea regionale siciliana, dove gli eletti saranno 90 compreso il candidato che ha vinto alla presidenza della Regione. (APcom.it)
NOTE: Gli elettori avranno a disposizione una  scheda per eleggere il presidente e i deputati. Nella scheda, accanto al nome del candidato alla presidenza per ogni coalizione, si trovano anche le liste collegate. L’elettore può scegliere di votare il deputato di un partito sbarrando il simbolo e scrivendo il nome. In questo caso il voto verrà attribuito anche al candidato alla presidenza della coalizione alla quale la lista appartiene. E’ possibile anche esercitare il voto disgiunto. L’elettore può cosi esprimere una preferenza per il candidato di uno schieramento e votare, per la presidenza, quello di un’altra coalizione sbarrando il nome riportato sulla scheda.

Immagini tratte da: Sicilia, L’isola della politica e non solo su Blogosfere.

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Professionisti dell’antimafia…

Continuiamo a raccontare un po’ di storie sui “professionisti dell’antimafia”. (qui il post precedente). Riporto integralmente un articolo scritto nell’aprile del 2001 da Dimitri Buffa per La Padania. Buona lettura.

Il difensore dei pentiti a capo delle carceri
di Dimitri Buffa

Roma - Alfredo Galasso era l’ultimo dei grandi professionisti dell’Antimafia sbeffeggiati da Leonardo Sciascia (gli altri sono Pino Arlacchi e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando) rimasto, per così dire, senza carica istituzionale. Anzi di lui si poteva tranquillamente dire che, dopo una permanenza in Parlamento nei primi anni ’90 e dopo quattro anni passati ancor prima al Consiglio superiore della magistratura dei tempi di Cossiga, se ne fossero perse le tracce. Si sapeva solo che Galasso è tuttora l’avvocato di fiducia di pentiti famosi, primo fra tutti Angelo Siino, considerato dalla Procura della Repubblica di Palermo, fin dai tempi di Caselli, il più importante collaboratore dopo Tommaso Buscetta.
Adesso anche per Galasso, grazie al gentile pensiero di Giancarlo Caselli, l’ex direttore delle carceri da poco insediatosi all’Eurojust, la vita ritorna a sorridere. Caselli infatti, prima di abbandonare l’incarico, lo ha nominato consulente dell’amministrazione penitenziaria, cioé del Dap, insieme ad un numero ancora imprecisato di altre persone. Le solite nomine di fine stagione? Non solo, almeno in questo caso. È quasi superfluo dire che questo incarico ad Alfredo Galasso sta già suscitando qualche polemica. Non sfugge infatti la valenza politica della nomina in zona Cesarini: Galasso era l’ex coordinatore nazionale della Rete nonché legale di fiducia dell’ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Con Orlando fu a suo tempo, alla fine degli anni ’80 uno dei maggiori critici del giudice Giovanni Falcone. I due lo accusarono sia in tv da Santoro a “Samarcanda” sia davanti al Csm di avere tenuto nei cassetti inchieste giudiziarie scottanti relative a mafia e politica in Sicilia. Si trattava invece della famosa bufala dello pseudo pentito Pellegriti, un personaggio che nel 1987 accusò Lima e Andreotti di avere avuto contatti con la mafia e che per queste accuse finì condannato per calunnia proprio grazie a Falcone. Non bisogna andare tanto in là con la fantasia, insomma, per rilevare il potenziale conflitto di ruoli e di interessi di un padre storico dei professionisti dell’antimafia, che difende i pentiti, tra cui quelli che accusavano Andreotti e Berlusconi, e che da domani come consulente delle carceri può avere potenzialmente accesso ai documenti riservati del Dap, compresi quelli che riguardano i trattamenti differenziati dei mafiosi pentiti in galera. E magari può venire consultato insieme ad altri consulenti come lui perché dica la propria opinione su questioni che possono riguardare anche i detenuti che sono collaboratori di giustizia. Molti si spingono ad ipotizzare che Galasso, se vorrà davvero collaborare con l’amministrazione penitenziaria, dovrà quanto meno abbandonare tutte le redditizie difese dei collaboratori di giustizia che ha in corso.

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Mafia e antimafia coincidono?

Chi sia Leoluca Orlando i siciliani lo sanno bene. Che gli servisse un nuovo treno per ripiombare sulla scena politica, dopo le pesanti stroncature nel recente passato, i siciliani lo sanno pure. Che Rita Borsellino - bravissima donna che probabilmente (anzi sicuro) crede fortemente nelle battaglie che porta avanti - sia manovrata a piacimento dall’ex sindaco di Palermo non è mistero. Che a Orlando interessino relativamente queste elezioni regionali perché il suo vero scopo è tornare a fare il sindaco del capoluogo siciliano non lo scopro certo io. E allora, raccontiamo un po’ di fatti, frasi sparse, messe lì al vostro giudizio. Le mie convinzioni non sono scienza. La storia, però, quella resta e non si può modificare. Noi ricordiamola sempre, non può farci che bene.
Che il sedicente Coordinamento Antimafia (di cui Orlando faceva parte insieme a Pino Arlacchi e Alfredo Galasso) prese di mira l’operato di Falcone lo dicono i fatti. A Leoluca Orlando non andò mai giù quell’arresto di “don” Vito Cianciamino perché di fatto dimostrava che la questione degli appalti a Palermo gestiti dai mafiosi non mutò di una virgola durante i suoi anni di Primo cittadino. Che Falcone ebbe come primi nemici proprio i “professionisti dell’antimafia”, il CSM e tanti che oggi si ritrovano a bordo del ”carro della legalità” per portare avanti i loro scopi politici, lo dicono tutti gli attacchi pubblici che egli subì da queste persone. Paolo Borsellino, prima di perdere la vita nella strage di Via D’Amelio, disse: «Falcone cominciò a morire nel gennaio del 1988» quando il CSM gli preferì Antonino Meli per la carica di procuratore capo di Palermo. Furono gli stessi magistrati ad insinuare che l’attentato dell’Addaura (21 giugno 1989) Falcone se lo fosse fatto da solo. Fu Orlando ad attaccarlo durante una puntata di “Samarcanda” avanzando il sospetto che Falcone nascondesse le “carte” nei cassetti. Falcone davanti al CSM lo accusò di cinismo politico: «Orlando ormai ha bisogno della temperatura sempre più alta. Sarà costretto a spararla ogni giorno più grossa. Per ottenere questo risultato lui e i suoi amici sono disposti a tutto, anche a passare sui cadaveri dei loro genitori. Questo è cinismo politico. Mi fa paura…». Fu il cinismo di molti politici ad uccidere Falcone. Ed è lo stesso cinismo con cui molti di quei politici si nascondono oggi dietro Rita Borsellino. Ma i siciliani sanno anche questo.

UPDATE: Paolo Di Caro, vice presidente di Azione giovani, ha da poco aperto un sito/blog. Oggi, ricordando Paolo Borsellino, ci spiega perché non potrebbe mai votare per la sorella.
” […] Che cali il sipario, per favore, su questo scempio. I Siciliani, fieri e maledetti, non hanno fortuna, sempre chiamati a scegliere fra il bene e il male. E loro non scelgono, ammiccano, giocano col destino. […] “

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Taradash contro Chiesa a Matrix. TocqueVille protagonista

Ha ragione Domenico a sentirsi orgoglioso. E’ da poco finita una puntata di Matrix sull’attentato dell’11 settembre 2001 al World Trade Center e su alcune teorie complottistiche che girano in rete e nelle menti di pochi balordi. A difendere la verità, le immagini in diretta che quel giorno fecero il giro del mondo e scioccarono tutti quanti noi: Marco Taradash, giornalista, portavoce dei Riformatori Liberali e grande amico di TocqueVille. A sostenere le tesi “alternative”, del tutto simili a quelle che girano nel mondo islamico ma prodotte dagli antiamericani, antioccidentali e antisemiti di casa nostra: Giulietto Chiesa. Evito di esprimer giudizi inutili sulle affermazioni, inutili altrettanto, di Chiesa. Secondo questo personaggio l’11 settembre lo vollero gli stessi americani che si misero d’accordo col Mossad che arruolò Osama Bin Laden; le bombe che fecero esplodere le Torri Gemelle le piazzò l’FBI, da tempo in contrasto con la CIA… la Banda Bassotti, nel frattempo, rapinò Fort Knox per conto di Rockerduck che così diventò il papero più ricco del pianeta; Paperoga sposò Paperina e Qui, Quo, Qua cambiarono nome in Lì, Là e Laggiù. E Bush era a conoscenza di tutto perché aveva visto gli eventi in una sfera di cristallo, grazie al divino Otelma, la sera prima.
Ma, dicevamo, non è la facile smontatura della farlocca tesi di Chiesa da parte di Taradash (sontuoso!) a rendere Domenico orgoglioso tanto quanto me e, ne sono certo, quanto tutti voi tocquevillers. Marco Taradash - incazzato per i monologhi allucinati dell’ex inviato di Santoro - cita TocqueVille ben tre volte e invita i telespettatori a visitare il nostro aggregatore per documentarsi sulla realtà dei fatti e costruirsi da soli le proprie opinioni. Anche Chiesa - per quanto non sia una cosa di cui vantarsi al bar con gli amici - afferma di averci visitato. E allora, c’è davvero di che esser fieri e “andare a nanna” soddisfatti se in meno di un anno la nostra Città dei Liberi è diventata così importante da esser l’unica novità di rilievo fuoriuscita, stasera, da casa Mentana. Il grazie, ha ragione Domenico, va a tutti i LIBERI che con i loro “piccoli passi” hanno contribuito a farne compiere, in questo breve lasso di tempo, uno così grande a TocqueVille. E un “Grazie” va a Marco Taradash per aver reso il giusto merito a questa creatura. Nel miglior modo possibile.

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Anti-Spam

A causa dei numerosi attacchi spam (notturni e diurni) subiti nelle ultime settimane mi ritrovo costretto ad attivare un plugin anti-spamming. Per quel che riguarda i commenti non dovrebbe cambiare nulla - utilizzo il condizionale perché ogniqualvolta aggiorno una “sciocchezzuola” si modifica mezzo mondo e devo rifare tutto daccapo. Qualora i vostri commenti non dovessero apparire immediatamente as usual vi esorto a mantenere la fede e non dubitare MAI del mio liberalismo e, anzi, vi invito a segnalarmi il disguido via mail dalla pagina Contact. Grazie.

StarSailor

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Parallelismi

Prodi: “Ministri non possono esprimere opinioni

Cina, il partito ordina: Vietato sputare

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StarSailor ringrazia

Grazie a TocqueVille, RazBlog, Quei ragazzi in pigiama… (qui), Freedomland, Yet another pajamas blog, Rog’s Moleskine e a qualche forum per aver dedicato ampio spazio al mio ricordo di Giovanni Falcone. Un post, come ho detto a qualcuno di loro, scritto con un pizzico d’anima in più del solito e poco altro. Ma non serviva altro… Grazie.

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Oggi, 14 anni fa

Corriere della Sera, 24 maggio 1992Non è facile scrivere di mafia. Parlando di mafia si finisce quasi sempre per parlar di sè e il rischio è quello di sembrar retorici; patetici, agli occhi di chi la mafia non l’ha mai conosciuta; illusi, per chi con la mafia, invece, ha scelto di conviverci. Lo ricordo bene - benché mi trovassi ancora in quella fase preadolescenziale durante la quale l’unico mondo in cui vivi è quello incantato dei tuoi sogni - quel lontano 23 maggio del 1992. Per la prima volta venni catapultato sulla terra da quel fantastico mondo fatto di soldati di latta e conigli parlanti, e per me non fu difficile capire da che parte stare. Non ho mai rimpianto quella scelta, forse la più matura della mia vita, eppure ho visto tanti coetanei che con troppa superficialità hanno scelto di ballare con la mafia, di stringerle le mani, di accettarne “la protezione”, di riempirle le tasche pagandole la droga, chinandosi alle estorsioni, offrendole la propria dignità. Patetico, dicevo. La storia di Giovanni Falcone, del “maxiprocesso”, del pool Antimafia, della strage di Capaci, la conoscono tutti e non sto qui a rivangarla. Questo vuole essere solo un omaggio a un uomo diventato eroe, ma che mai nulla ha fatto per puro eroismo. Vedeva il suo lavoro come un dovere morale nei confronti della sua terra e mai si sottrasse a questo compito, pur conoscendo conseguenze, rischi e pericoli derivanti dalle sue azioni. Ed è questo il più grande insegnamento che egli mi ha lasciato. C’è una frase che dal giorno della strage ho sempre portato con me: “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

E c’è anche un simbolo: un albero. Un albero dal quale dovrebbe ancora pendere la letterina di un dodicenne, ormai scolorita dalle troppe giornate di sole e dalle rare pioggie siciliane che si sono alternate da quel lontano pomeriggio di quattordici anni fa. Di quel dodicenne restano i sogni e poco altro. Ma è grazie a questi sogni che sono diventato adulto e certamente non li abbandonerò proprio adesso che ho l’opportunità di far qualcosa per realizzarli. Patetico e illuso, dicevo.

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In the name of Nickie

GOOMBA NEWS NETWORK

… in the spirit of Nickie Goomba, King of the Internets!

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Intervento di Simone Baldelli (FI) alla Camera dei deputati

Simone Baldelli, deputato di Forza Italia, alla prima esperienza tra gli scranni di Montecitorio, è intervenuto oggi nel dibattito in aula sulla fiducia al Governo. Uno splendido esordio per questo giovane politico capace di comunicare, di fronte a una classe politica quantomai attempata e lontana dal mondo dei giovani, con un linguaggio che sentiamo appartenerci. E ci appartengono anche i contenuti di un discorso che ha toccato i temi fondamentali per la nostra (sua) generazione: università, formazione, lavoro. Argomenti strettamente correlati e per i quali, ne siamo certi, questo giovane azzurro saprà essere il nostro degno ambasciatore in Parlamento.
Qui di seguito è riportata la trascrizione integrale del suo intervento:
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Baldelli, al quale ricordo che ha quattro minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
SIMONE BALDELLI. Signor Presidente (citerei anche il Presidente del Consiglio ma non è presente in aula, come non lo sono i Vicepresidenti), colleghi, intervengo oggi per la prima volta in Assemblea da giovane deputato azzurro, da parlamentare marchigiano ed anche da «mercenario» (il Presidente del Consiglio ricorderà l’antica querelle con i giovani di Forza Italia). Intervengo sul tema dei giovani perché sui giovani sono state dette molte bugie nella campagna elettorale, ma anche nell’Assemblea del Senato durante l’intervento programmatico del Governo. Ritengo che proprio sui giovani debba essere compiuta un’«operazione verità». Non ci aspettiamo da voi l’onestà intellettuale di ammettere che il Governo Berlusconi sia stato quello che ha fatto di più, in generale, nella storia del nostro paese e, in particolare, sui giovani, ma crediamo che affermazioni come quella del Presidente Prodi, quando sostiene che la legge Moratti ha liquidato la formazione professionale, siano profondamente sbagliate. Mi auguro che il ministro dell’istruzione, che forse conosce la riforma Moratti meglio del Presidente Prodi, gli spieghi che se vi è stata una legge che ha dato dignità alla formazione professionale questa è stata la riforma Moratti, che ha istituito i licei professionali.
Inoltre, toglietevi dalla testa quell’idea un po’ curiosa, che non avete avuto il coraggio di inserire nel programma elettorale, di reintrodurre il servizio civile obbligatorio per i ragazzi e le ragazze al compi mento dei diciotto anni, perché faremo le barricate dentro il Palazzo ed anche fuori!
La riforma costituzionale che la Casa delle libertà ha approvato abbassa l’età dell’elettorato attivo e passivo per la Camera e per il Senato.
Sui giovani avete avuto quell’idea originale e geniale di istituire un ministero, con un curioso abbinamento di deleghe su giovani e sport che, se può avere senso in una giunta comunale, al Governo risulta quasi grottesco e ridicolo (e potevate avere almeno la buona creanza di farlo guidare da un giovane!).
Ho ascoltato le dichiarazioni del ministro Damiano sul superamento - si tratta di un termine che ora va di moda - dello scalone previdenziale. Facciamo attenzione, perché ogni minuto che la riforma previdenziale ritarda - una riforma che abbiamo varato per permettere ai giovani un futuro più sereno, pesa sulle spalle delle nuove generazioni. È quindi una riforma da esaminare con grande delicatezza.
Passiamo alla legge Biagi, alla «precarietà», come avete avuto la cattiva creanza di chiamare quella che nel 1997 era la «flessibilità» introdotta da un Governo di centrosinistra. La flessibilità, i co.co.co. per capirci, hanno un padre ed una madre (decidete voi chi sia il padre e la madre secondo la vostra visione molto aperta sulle unioni di fatto); i due genitori dei co.co.co. si chiamano Romano Prodi e Tiziano Treu. La legge Biagi rimodula e sistema quella disciplina aggiungendo nuove garanzie ai collaboratori coordinati e continuativi che prima non avevano ferie, malattia o maternità. Come si fa allora a dire che il centrodestra ha introdotto il precariato? Come si può seminare terrorismo psicologico nei giovani e nelle famiglie, agitando la bandiera del precariato?
Sono tutte cose gravi, accadute nel corso della campagna elettorale. Ritengo si debba avere l’onestà intellettuale di ammettere quanto il centrodestra abbia realizzato. Noi, giovani deputati, e, alcuni, anche esponenti di movimenti giovanili, difendere mo le riforme compiute. L’unico elemento di precariato presente ora nel paese è questo Governo. Faremo in questo senso la lotta al precariato, cercando di mandarvi a casa, e non di farvi un contratto a tempo indeterminato. È un favore che faremo ai nostri elettori, alle nuove generazioni che hanno il diritto di guardare al futuro con serenità, con libertà, attraverso la difesa degli ideali che rappresentiamo, gli ideali di quella maggioranza degli italiani che ci ha votato e che ci vuole nuovamente alla guida del paese (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).

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Questo fa già paura

Cento-PennywiseCosì Paolo Cento (Verdi), appena nominato sottosegretario al ministero dell’Economia, in un’intervista apparsa stamane su Corriere.it: «Lotterò per introdurre la Tobin tax, il reddito minimo e per colpire le rendite speculative». Introdurre nuove tasse e colpire le rendite, è questo il programma del governo di sinistra-centro. Avevamo ragione noi. «La nostra scommessa è di dare un contributo all’economia pubblica in maniera diversa». Tipo? «La decrescita per esempio. Cominciamo a ragionare senza tabù che la crescita economica non è di per sé un bene». La decrescita?! E’ un idiota. Avevamo ragione noi. Altre idioz… ehm perle, le trovate qui.
Cento-PennywiseChe poi sia un Verde che si batte per la difesa dell’ambiente ma che guida una SUV (Sport Utility Vehicle) - categoria di autoveicoli contro cui Legambiente ha lanciato una fortissima campagna per disincentivarne l’acquisto a causa dei notevoli danni ambientali prodotti da questi “gipponi” - non lo diciamo a nessuno. Se Paolo Cento - quello del naso da clown, quello degli spinelli davanti a Montecitorio, il no-global e autore di tante altre buffonate - è sottosegretario all’Economia significa che c’è qualcosa che non va in questo paese.

Trackback Inognidddove! :D : The Right Nation, StopTheACLU, Pirate’s Cove, The Business of America is Business, Right Wing Nation, Blue Star Chronicles.

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