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StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto

Archive for April, 2006

La faccia come il culo

Romano Prodi: «In quattro ore tutto è andato a posto». qui. Neppure il rispetto per la sig.ra Levi Montalcini che a 97 anni si è dovuta sorbire il gioco sporco e i ricatti da parte di 2/3 senatori dell’Unione, la slealtà (ma non è una novità) dell’ex-presidente OscaV Luigi ScalfaVo, le sceneggiate di Pannella dai banchi per i visitatori e il palloso discorso di tale Marini Franco da oggi detto Francesco, ex sindacalista diventato presidente del Senato e dunque vice-presidente della Repubblica. 4 ore? Caro Romano detto Romino Prodi detto Prodino, sono stati due giorni di magre figure davanti al paese. 4 ore sarà la durata del tuo governo e poi tutto tornerà al suo posto.

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San Franco d’Assergi

Il sen. Franco Marini in un’intervista, tempo addietro, tenne a precisare il suo nome ai cronisti: “Franco, non Francesco”. E infatti il senatore della Margherita (futuro presidente del Senato?) festeggia l’onomastico il 5 giugno per S. Franco d’Assergi e non il 4 ottobre per S. Francesco d’Assisi come, ad esempio, il sottoscritto. Un po’ di cultura:
San Franco d’Assergi. Nato a Roio (L’Aquila) tra il 1154 e il 1159, san Franco entrò nel monastero benedettino di San Giorgio a Lucoli, nel quale rimase venti anni. Poi si diede alla vita eremitica, cibandosi di quello che la terra offriva nei boschi presso Lucoli. In seguito cominciò a errare sulla catena centrale dell’Appennino abruzzese. Infine, visse sui monti di Assergi. Nel luogo in cui avrebbe miracolosamente fatto scaturire acqua da una roccia esiste ancora una fonte detta “l’acqua di san Franco”, che i devoti bevono. Ma non solo. Con essa si aspergono, infatti, per curare le malattie della pelle. Volendo isolarsi ulteriormente, il santo fu guidato a una grotta da un’orsa con tre piccoli. A lui sono attribuiti miracoli, come l’aver salvato un bimbo in fasce dalle grinfie di un lupo. Nel 1757 il vescovo dell’Aquila ottenne l’estensione del culto a tutta la diocesi. (Avvenire)

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I pizzini di Provenzano

Le schede per «Francesco Marini» da Corriere.it

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Nassiriya: i nomi dei caduti

Ministero della Difesa in lutto per le vittime dell'attentato di Nasiriyah

CAPITANO DELL’ESERCITO CIARDELLI NICOLA, EFFETTIVO AL 185° REGGIMENTO PARACADUTISTI RICOGNIZIONE ACQUISIZIONE OBIETTIVI “FOLGORE” DI LIVORNO, DECEDUTO.
MARESCIALLO CAPO DEI CARABINIERI LATTANZIO FRANCO, EFFETTIVO AL COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI CHIETI, DECEDUTO.
MARESCIALLO CAPO DEI CARABINIERI DE TRIZIO CARLO, EFFETTIVO AL COMANDO PROVINCIALE DI ROMA - NUCLEO RADIOMOBILE, DECEDUTO.
IL MARESCIALLO AIUTANTE S.UPS DEI CARABINIERI, FRASSANITO ENRICO, EFFETTIVO AL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI VERONA, È RIMASTO FERITO ED ATTUALMENTE SI TROVA RICOVERATO PRESSO L’OSPEDALE DA CAMPO ITALIANO DI NASSIRIYA. LE SUE CONDIZIONI SONO GRAVI.
SI CONFERMA IL DECESSO DI UN MILITARE RUMENO. I FAMILIARI SONO STATI AVVISATI.
(fonte: Cellula PI Contingente Italiano in Irak)

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Milano chiama, Nassiriya risponde

BOMBA A NASSIRIYA. Vittime italiane Due italiani e un rumeno morti per una bomba contro un convoglio del contingente internazionale. Gravi altri due carabinieri. (leggi qui)
Basterà recarsi in piazza S.Giovanni in Laterano a Roma per il concerto del 1° Maggio per sentire i soliti beoti pacifinti nazi-comunisti cantare ancora 10,100,1000 Nassiriya e vederli bruciare le bandiere sbagliate. Non temete.

UPDATE: Le agenzie stampa hanno battuto da pochi minuti le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga: “Milano chiama, Nassyria risponde! E magari uno di quei “valorosi” giovani sarà il prossimo ministro dell’Interno! Vergogna!”. Ad affermarlo l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. “Il 25 aprile dal corteo di Milano i “nuovi resistenti” - dice - idealmente uniti ai vecchi volontari islamici inquadrati nelle SS naziste, ‘hanno chiamato’, bruciando la bandiera dello Stato d’Israele, offendendo la memoria dei ragazzi israeliani della Brigata palestinese morti per la liberazione d’Italia dal nazifascismo, insultando un rappresentante dei deportati politici civili italiani a Dachau”. “La “nuova resistenza” antioccidentale”, aggiunge Cossiga, “ha subito risposto da Nassyria, ricordando l’invocazione “democratica” urlata da giovani “democratici” in un corteo pacifista, la versione modernizzata degli slogan dei ragazzi del movimento negli anni di piombo durante gli scontri con le forze di polizia, e considerati “sgherri nazisti: “Ora e sempre resistenza!”, versione che ora suona “Dieci, venti, mille Nassyria!” Milano chiama, Nassyria risponde! E magari uno di quei “valorosi” giovani sarà il prossimo ministro dell’Interno! Vergogna!”. (AGE)

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25 Aprile

E’ grazie a loro se domani potrò celebrare la mia libertà.

UPDATE: Il Master, un italiano vero.

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Che gemello che ho!

Il mio gemello, nonostante sia alle prese con la costruzione del suo nuovo “sito-astronave” che farà sfigurare tutti gli altri al suo cospetto, ha trovato pure il tempo per scrivere un gran bel post, Espropriare Mediaset?, e di finire dritto dritto su Liberoblog. Complimenti! ;)

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Hanno già iniziato

Fausto Bertinotti, intervistato dalla bellissima Lucia Annunziata per In mezz’ora: “Mediaset deve dimagrire” (leggi)

Forattini per Panorama

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Il Mago

La foto di Bargnani su USATODAY

“The Mago” e non con il corretto “The Wizard”, così è stato adottato dalla stampa d’oltreceano il giovane Andrea Bargnani, ala di 208 cm della Benetton Treviso. Di lui si è occupato il quotidiano americano USATODAY che gli ha dedicato un ampio servizio e la foto nella prima pagina sportiva del 20 Aprile scorso. Il futuro a stelle e strisce è ormai nel destino di Bargnani (Barg-NAH-nee, in americano). Bisognerà capire se già dal prossimo campionato o bisognerà attendere il 2007 per vederlo calcare un parquet della NBA. Intanto, qui paragonano il “nostro” alla stella Dirk Nowitzki e lo accreditano della quarta scelta assoluta al prossimo Draft. Una cosa è certa: Andrea Bargnani is next!
L’intervista By Greg Boeck, USA TODAY: Team-first, back-to-basics foreigners changing NBA.

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Playoff time!

UPDATE: Come nel più classico dei pick&roll* giocati da Stockton&Malone, Freedomland raccoglie il mio assist e ci fa pure i pronostici. Concordo quasi su tutto. Lui vede l’upset (la squadra meno quotata che riesce a sovvertire il pronostico) nella sfida Phoenix-LA Lakers e in New Jersey-Indiana, due serie che si preannunciano molto equilibrate e che potrebbero terminare a gara7. Io sto con Phoenix e New Jersey, PER LO SPETTACOLO! Attenti ai Washington Wizards dati per sfavoriti contro i Cleveland Cavs e al quarto LA Clippers-Denver Nuggets. I miei upset li vedo lì.

*What’s pick and roll?

Tempo di playoff per il basket a stelle e strisce della NBA. Si inizia stasera con due incontri nella Eastern Conference e due nella Western. Detroit Pistons i favoriti a East, San Antonio Spurs ad Ovest. Verranno rispettati i pronostici? E’ la prima volta del “Prescelto”, Lebron James, che è riuscito a trascinare alla post-season i suoi Cleveland Cavs che non ottenevano un numero di vittorie così alto dal lontano 1993. C’è Kobe Bryant con i suoi LA Lakers guidati dal “Maestro Zen”, Phil Jackson, che in tutta la sua carriera da head coach non è mai uscito ad un primo turno di playoff. Ce la farà a mantenere questo suo record contro gli spettacolari Phoenix Suns allenati dal “nostro” Mike D’Antoni e pilotati - è proprio il caso di dirlo per come corrono e giocano il contropiede - in campo dal grandissimo Steve Nash? Finalmente i LA Clippers, i “cugini poveri” di Los Angeles, che sono riusciti a guadagnarsi l’accesso ai playoff con un record addirittura migliore a quello dei “cugini ricchi” Lakers. STO-RI-CO. E poi ancora: il trio Nets, Kidd-Carter-Jefferson, che fa sognare i tifosi del New Jersey, contro gli Indiana Pacers di un ritrovato Jermaine O’Neal; i Miami Heat dell’accoppiata Wade-Shaq; la sfida tutta “europea” tra Dirk Nowitzki con i suoi Dallas Mavericks contro Pau Gasol e i Memphis Grizzlies. “Melo” Anthony (Denver Nuggets), Gilbert Arenas (Washington Wizards), Michael Redd (Milwaukee Bucks), Ben Gordon (Chicago Bulls), Ron Artest(Sacramento Kings), sono solo alcuni dei grandi giocatori che ammireremo nell prossima corsa all’anello più importante da mettere al dito. Più prezioso di un solitario. Un anello NBA è per sempre. I LOVE THIS GAME!

La griglia playoff:

Eastern Conference
Detroit Pistons-Milwaukee Bucks (da domenica 23 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a Detroit; Gare 3, 4 e 6 a Milwaukee);
Miami Heat-Chicago Bulls (da sabato 22 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a Miami; Gare 3, 4 e 6 a Chicago);
New Jersey Nets-Indiana Pacers (da domenica 23 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a East Rutherford, NJ; Gare 3, 4 e 6 a Indianapolis);
Cleveland Cavaliers-Washington Wizards (da sabato 22 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a Cleveland; Gare 3, 4 e 6 a Washington).

Western Conference
San Antonio Spurs-Sacramento Kings (da sabato 22 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a San Antonio; Gare 3, 4 e 6 a Sacramento);
Phoenix Suns-Los Angeles Lakers (da domenica 23 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a Phoenix; Gare 3, 4 e 6 a Los Angeles);
Los Angeles Clippers-Denver Nuggets (da sabato 22 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a Los Anegeles; Gare 3, 4 e 6 a Denver);
Dallas Mavericks-Memphis Grizzlies (da domenica 23 aprile - Gare 1, 2, 5 e 7 a Dallas; Gare 3, 4 e 6 a Memphis).

LA PAROLA AGLI ESPERTI: Playoff predictions su ESPN.COM
16 analyst, 10 domande, 160 risposte.

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“E’ il momento di dare voce all’intelligenza e forma alle idee”

Incontro nazionale dei giovani liberali. La politica come comunicazione
L’Opinione sta organizzando, con i blogger di Tocqueville e la redazione di Ideazione, il primo incontro nazionale dei giovani liberali.

Come ho letto da qualche parte nella blogosfera in questi giorni: Adesso tocca a noi!

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Messina: TOCQUEVILLE mini-PARTY

Un aperitivo. Un’occasione per fermarsi a parlare qualche ora con degli amici conosciuti nella blogosfera e con i quali ci siamo scoperti concittadini non solo in TocqueVille ma anche nella realtà. Non siamo molti i “TocqueVillers messinesi”, io fino a questo momento ne ho contati solamente tre. Me compreso. E tre saremo, oggi nel tardo pomeriggio, a Messina: Censurarossa, NeoconItaliani (del quale sono collega universitario a Scienze politiche, dove non ci siamo mai incontrati per via della comune allergia alle aule infestate da cogl… ehm, comunisti) e il sottoscritto. Sperando di poterne ripetere presto un altro come questo. Comunque vada sarà un successo.

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Il prossimo Presidente della Repubblica

E se qualcuno proponesse quest’uomo? 75 anni. Senatore nella passata legislatura in quota alla Margherita. Già titolare della Farnesina. E’ stato presidente del Consiglio, presidente di turno dell’Unione Europea, ministro del Tesoro nel governo Berlusconi, direttore generale della Banca d’Italia. Una vita spesa nelle istituzioni monetarie internazionali. Potrebbe essere lui il “Ciampi-bis”. Toscano come Ciampi, sembra essere il suo clone. Chissà?

UPDATE: Intanto fatevi il sondaggio di Watergate: Chi vorresti Presidente?
Io? Marcello Pera.

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Se Oriana Fallaci fa i titoli per VanityFair

Su VanityFair di questa settimana:

Faccia a faccia con Naomi Campbell: La Rabbia e il Dolore
Mara Venier: Lettera a un bambino mai nato
Complimenti per la fantasia! ;)

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Le poltrone dell’Unione

Nell’Unione già si litiga per le poltrone. Vladimir Luxuria le vorrebbe tigrate. Francesco Caruso vorrebbe acquistarle usate. Pecoraro Scanio in ecopelle colorata. Bertinotti le gradirebbe griffate. Diliberto “etniche”, direttamente dalla Persia. Prodi in vera pelle di Cavaliere.

Pannella resta in piedi. :D

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I conti non tornano

Poco fa scrivevamo proprio riguardo ai problemi, e alle liti che genereranno da essi, cui dovrà far fronte Romano Prodi nella spartizione di poltrone ministeriali e cariche istituzionali.
Non ci danno neppure il tempo di accomodarci in poltrona:
Fausto Bertinotti (PRC): «Chi pensa che per Rifondazione la presidenza della Camera possa avere delle subordinate o compensazioni con più ministeri non conosce la politica attuata dal Prc e scambia “lucciole per lanterne”». Qui.
Piero Fassino (DS): «Una Camera deve andare ai Ds». Qui.
Antonio Di Pietro (IdV): «… Quello che parlava di più era Mastella che non faceva che chiedere posti, la presidenza del Senato e qualche ministero». Qui.

Con già tre contendenti (Bertinotti, D’Alema, Mastella), mi sa che alla Margherita - 2° partito all’interno del centrosinistra - l’unica camera che resterà sarà il Salone. Con Martufello e Oreste Lionello, of course. ;)

UPDATE: Scrive Gabriele Cazzulini su Ragionpolitica: “[…] I partiti sono due: Ds e Margherita, con l’aggiunta del terzo incomodo: Rifondazione Comunista. Il quadro idilliaco di una poltrona per uno (Ds Camera e Margherita Senato) è durato il tempo di una stretta di mano. Troppo determinante resta Bertinotti e troppo cocente è ancora lo schiaffo dato a Prodi nel 1998. Con Bertinotti comodamente seduto alla presidenza della Camera, anche Prodi sentirebbe la sua poltrona meno traballante. Ma per accettare questa proposta indecente, i Ds chiederebbero il Senato. Però resterebbe in piedi la Margherita. Ma così il gioco non funziona, perché c’è sempre uno che resta in piedi. Il gioco è diventato infatti quello di sistemare tre uomini su due poltrone.[…]”

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Dove eravamo rimasti

Eccoci tornati. Abbiamo approfittato di queste brevi vacanze per ricaricare un po’ le pile visto che, durante questa intensa campagna elettorale, si erano usurate abbastanza.
Riprendiamo da dove avevamo lasciato e cioè: dalla futura nascita di questo fantomatico governo Prodi. La Cassazione ancora conta, ma Prodi ha da tempo deciso di aver vinto. Poco male, non svegliatelo. Anzi, non svegliateci e lasciate noi pensare che le cose stiano davvero così. Certo che tutto questo stress elettorale deve aver nuociuto abbastanza al Professore. Non riconosce più se stesso e così, anche se il Financial Times lo cita espressamente, il povero “mortadella”, sempre più avariato, continua a sostenere che nell’articolo in questione si parli di Berlusconi. Ancoraaa? Vediamo un po’. Dicono gli inglesi: “Prodi offre il tipo sbagliato di riforme. Che consiste nello stesso tipo di riforme che sono fallite in altri Paesi europei. E dal momento che la sua frammentata coalizione di moderati, socialisti e comunisti, avrà una sottolissima maggioranza in Senato, potrebbe anche non essere in grado di portare a compimento il suo insufficiente programma”. Poveretto. Noi comunque non credevamo alle sirene catastrofiste inglesi prima, quando sparavano a zero sul governo Berlusconi, e non ci crediamo neppure adesso. L’Italia non crollerà e non uscirà neppure dall’euro così come sostengono loro. Nonostante Prodi e nonostante l’Unione Brancaleone. La palma di Man of the Week va senza dubbio a Roberto Calderoli. L’ex ministro leghista, quello che a detta dei suoi denigratori (e non solo?) “tanto furbo non è”, con un’osservazione più che arguta sulla sua legge “porcata” elettorale sta facendo passare notti insonni ai poveri sinistri che già si fregiavano della vittoria. E’ la perfetta applicazione del contrappasso dantesco: quelli culturalmente superiori tenuti sotto scacco da chi avevano sempre vituperato. Intanto, non dimentichiamolo, contano, ricontano, contano ancora e ancora ricontano. Noi in realtà non vorremmo che l’esito delle urne venisse ribaltato. Passare avanti o rimanere dietro per una manciata di voti non altererebbe comunque il significato del risultato fuoriuscito dalle urne. Di pareggio si tratta. E di pareggio lasciamo “vincere” loro. Non poteva esserci esito peggiore e allora molliamo questa brutta gatta da pelare tutta nelle loro mani. Troviamo un accordo sull’elezione del prossimo Presidente della Repubblica e poi sediamoci ad osservare loro e a preparare il nostro ritorno. I sinistri rimarranno soffocati dalla loro stessa smania di potere non appena ci saranno da votare le prime leggi in parlamento sulle quali, già oggi, si presentano profondamente divisi. Ammesso che accettino prima la spartizione delle poltrone così come la farà Prodi. C’è Mastella che ha già tirato fuori il suo animo democristiano, iniziando la compravendita di “poltrone”, certo che saranno i suoi 3 senatori a far la differenza in ambito legislativo. Come la chiamano questa? Dittatura della minoranza. I comunisti poi, si sa, una volta nella vita che si ritrovano il potere nelle mani, non rinunceranno a gestirlo in prima persona e già premono per ottenere i posti di governo più ambiti. Minoranza anche questa capace di comandare un’intera coalizione. Sorge solo il dubbio su come farà Prodi ad accontentare le lobby di banchieri e industriali che lo hanno sostenuto rischiando la figuraccia (ammesso che non l’abbiano fatta comunque) davanti al paese. Presto batteranno cassa pure loro e allora se ne vedranno delle belle. Non molte in realtà perché tra ritardi istituzionali, chiusura estiva e legge finanziaria, questo governo non avrà il tempo e non troverà il modo per incidere profondamente nella storia del nostro paese. Così come, invece, ha saputo fare Silvio Berlusconi.

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