Il battito, quello cardiaco, è flebile ma c’è ancora. Per fortuna. Solo un po’ di sonno e noia mortale. I primi venti minuti dello scontro tra Berlusconi e Prodi promettevano molto meglio e se non fosse stato per la chat che i ragazzi di B4CdL (scusate sa da qualche settimana latito un po’, venerdì ne parleremo di presenza
) avevano messo su nel pomeriggio e per il live-blogging di Andrea giuro che avrei seguito i consigli per la serata di Calamity Jane. E’ nei primi venti minuti del confronto che secondo me il Premier (di adesso e del futuro) ha messo a segno i gol che gli hanno consentito di portare a casa un risultato positivo, rischiando però di farsi raggiungere nel finale dal Mortadella ridens come il Milan ad Istanbul contro il Liverpool lo scorso maggio.
Mimun, arbitro della serata, è stato di gran lunga il migliore. I due guardalinee, Sorgi e Napoletano, nettamente i peggiori. Marcello Sorgi della Stampa sembrava avesse una cotoletta al posto della lingua e ad ogni giro le sue domande necessitavano della traduzione simultanea. A Roberto Napoletano, direttore del Messaggero, probabilmente invece la cotoletta gli era rimasta in panza. Risultato: visibilmente appesantito e domande troppo moscie, questioni poste su argomenti triti e ritriti, masticati troppo come quella cotoletta. Giuro di aver sentito quelle risposte da ambo le parti per almeno un’altra decina di volte nell’ultimo mese. Ma se le domande non cambiano?
Io mi trovo pienamente d’accordo con Paolo nel suo ultimo post, dal punto 7 al punto 11 per la precisone: “7. SB è invece mancato nella mancata identificazione di un nuovo target elettorale, che oggi non è più (non solo e non tanto) quello delle “partite Iva”, ma è quello cattolico liberale, cristiano liberale, liberale à la Pera, o come lo si vuol chiamare. 8. A questo target SB doveva rivolgersi, anche in assenza di domande dirette, così come si fa in America, dove le domande del giornalista di turno hanno risposta, ma dove c’è anche la fase più importante che è quella assertiva e propositiva. 9. Quindi i temi dei PACS, la droga, i centri sociali, la cultura della legalità (che non è solo rispetto della burocrazia come predica la dottrina di sinistra)… Quindi occorreva sottolineare la totale inconciliabilità tra una concezione dello Stato e della Scuola come sostituti della famiglia, nella visione cattocomunista, e quella della persona e della famiglia come Primo motore della società, come Frontiera di un nuovo sogno italiano, nella visione liberale e nel principio di sussidiarietà.
10. Dico queste cose da laico costantemente preoccupato per l’imparzialità e il pluralismo culturale dello Stato. Tuttavia riconosco che è solo accentuando la linea ecclesiale che la CDL vince: non a caso il referendum sulla fecondazione assistita è stata l’unica sconfitta subita dai cattocomunisti in tutti gli anni di governo Berlusconi.
11 Constato che la linea di Marcello Pera è vincente, e che essa è simile a quella seguita da Giuliano Ferrara (peraltro antagonista di Pera: le divisioni in mille rivoli sono le vere jatture dei liberali per i quali per ogni testa corrisponde una azione diversa, mentre il cattocomunista collettivizza le masse e le riduce a Uno, pronto ad essere giudato guidato dal Leader Supremo di massa: il Partito Etico, che assume la Morale Collettiva come sostituto della religione).“
Poi si potrà convenire con Enzo Reale o Daw, secondo i quali Berlusconi ha rifilato un rotondissimo 7 a 0 al suo avversario. Oppure con Robinik che è pronto a scommettere che la CdL dalla sfida di ieri sera ha comunque guadagnato qualcosa. Di sicuro ha ragione Fausto Carioti che non sa se “Berlusconi sia rock puro, ma di sicuro Prodi è lento, lento, lento.“
Ma a questa politica servono nuove sfide, nuove idee e purtroppo dal dibattito di ieri sera non è venuta fuori alcuna novità politicamente rilevante. E’ semplice, Prodi non è la novità. Prodi è il vecchio, in mano ai nostalgici del passato con una concezione antiquata della società, dell’economia, dello stato.
Berlusconi le nuove battaglie da perseguire, le nuove direttive da dare alla propria politica interna ed estera le avrebbe, solo che in questa campagna elettorale non le ha ancora tirate fuori e, a questo punto temo, non le tirerà più. Peccato, un’occasione persa.
StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto
“Di’ battito!” “Battito”
9 Comments »
Sostanzialmente concordo, ma ti confido che mi aspettavo di più, più visione del mondo, più idee liberali, un pò di aria nuova. Nulla di nuovo si è sentito nè da SB nè, tanto meno, da Prodi.
E se avesse vinto Prodi 1 a 0 risicato?
;)
SGS, infatti “aria nuova” niente solo puzza di fritto
semplicemente liberale, ho letto il tuo post. Agli italiani forse basta questo Prodi e forse un Berlusconi è pure troppo. Certo, il messaggio che è uscito dal video ieri sera non è stato esaltante. Speriamo nel ritorno.
Ciao, ciao, ciao ciao Stars.
B4cdl e’ ancora sotto assedio?
Prima o poi ti invito su skype col tuo gemello, se vorrete.
Sul duello a quest’ora ormai si e’ detto tutto e io volevo solo salutarti, dopo tanto tempo.
Perla.
Perla, B4CdL è ancora down ![]()
Io passo sempre a leggerti, però ultimamente commento molto poco. Graditissimo l’invito, anche su msn se lo usi! Ciao
Avviso a tutti i clericofascisti di Tocqueville:
SMAMMATE O I VOSTRI BLOG AVRANNO LE ORE CONTATE
come già successo…
Ma grazie della nomination. Ero indecisa su l da farsi, poi ho ceduto e alla fine anch’io oggi ho srotolato un post-mappazza sul “dibbattito”.
OT: Non ho ancora capito se io e te ci conosceremo venerdì…
CJ
Ovvio che sì CJ!
[…] Grazie a Paolo della Sala, vengo a scoprire di esser stato citato (a sproposito?) oggi da Repubblica. A pagina 13, nell’articolo “A Bordo dell’Occidente Express, Pera battezzerà il partito Teocon“, Francesco Bei scrive: “Un certo StarSailor ci aggiunge un pizzico di delusione verso il Cavaliere: “Mi è dispiaciuto che il Premier con Prodi non abbia trovato il modo di accennare ai nostri valori, alle nostre tradizioni””. Il commento è il mio, non c’è dubbio, e si trova sotto ad un post del presidente Pera dello scorso 15 Marzo dal titolo: Una grande manifestazione per rilanciare la sfida politica e culturale. Nell’estrapolare quella frase dal commento che per la verità è molto lungo ed articolato, Francesco Bei si è lasciato maldestramente sfuggire un frase, inserita tra le parentesi, che a mio avviso assegna un significato a tutto il concetto assai differente da quello da lui inteso. Infatti in quel commento io ho scritto: Era quello che auspicavo pochi giorni fa. E’ arrivato il momento di far “uscire” dal web e dai media questa iniziativa e di portarla nelle strade, nelle piazze, con manifestazioni e con comitati per le sottoscrizioni. E’ l’unico vento di novità nella politica del nostro paese ed è un vento giusto. Mi è dispiaciuto che il Premier ieri sera non abbia trovato il modo (e le domande giuste) per accennare ai nostri valori, alle nostre tradizioni. Che piaccia oppure no questa è l’unica idea concreta per una politica interna ed estera valida, per un modello di società e per un futuro…vorrei scrivere migliore…per un futuro che sogno. Quel “… (e le domande giuste) …”, alla luce anche di quanto scritto da me in quest’altro post datato anch’esso 15 Marzo, ma online alcune ore prima del post del prof. Pera, dà (o comunque aveva intenzione di dare) un senso abbastanza differente da quello che si evince dall’articolo di oggi. E’ probabile che io non sia stato molto chiaro nell’esprimere ciò che intendevo, ma è altresì probabile che io intendessi che in un dibattito pieno di paletti e limitazioni come quello che si è svolto tra i due leader dei principali schieramenti politici italiani, in cui non era possibile andare fuori tema alle domande poste dai giornalisti presenti in studio, era un peccato che al nostro Premier non fosse stato permesso di accennare ai nostri valori, alle nostre tradizioni. La delusione manifestata non era verso il Cavaliere persona, ma verso le questioni poste da Marcello Sorgi e Roberto Napoletano nell’occasione. Al signor Bei bastava cliccare sul nome posto al di sopra del commento per comprenderne il senso ed utilizzare in maniera meno capziosa le mie parole. E bastava non togliere quella frase tra le parentesi per raccontare la verità ai suoi lettori su quanto scritto da me. Purtroppo la pigrizia, mi dispiace, in questa occasione ha giocato un brutto scherzo al giornalista in questione. La rettifica farebbe venir meno qualsiasi eventuale dubbio sulla sua buona fede. […]
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