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StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto

Archive for March, 2006

L’Appello ai delusi

Oggi, sui quotidiani “Libero”, “Il Giornale”, “Il Foglio”, “Quotidiano Nazionale”, “Il Resto del Carlino”, “La Nazione”, “Il Giorno”, “Italia Oggi”, “Il Tempo”, “L’Opinione”, “Il Gazzettino”, è stato pubblicato l’Appello ai delusi curato dal consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta, e dal sen. Paolo Guzzanti. Lo sottoscrivo e lo ripropongo, integralmente, sul mio sito. Evidentemente, e a buon diritto, la delusione in qualcuno sarà pure tanta. Consentire però alla coalizione di centrosinistra di tornare a mettere le mani nel potere politico (l’unico che gli manca nella sua già vasta collezione di poteri, n.d.Star), dopo gli evidenti danni procurati al nostro paese nel recente passato, e in tutta la sua storia, provocherebbe un enorme passo indietro in quel processo di modernizzazione, basato sui principi liberali, che l’Italia ha intrapreso, in mezzo a tutte le difficoltà del momento storico, nell’ultimo quinquennio, grazie al governo della Casa delle Libertà. Si poteva fare meglio, non lo nascondiamo, ma l’unico modo per sperare ancora in rivoluzione liberale è confermare la fiducia al centrodestra. Un centrodestra, che dovrà cambiare e migliorarsi, ma che, ad oggi, propone l’unico progetto politico credibile per il futuro dell’Italia. Non si tratta di turarsi il naso per andare a votare. E’ il desiderio di continuare a respirare, con maggior vigore, aria di libertà.
Il testo dell’appello:

29 marzo 2006
APPELLO AI DELUSI

1. Il 9 e 10 aprile a decidere delle sorti dell’Italia sarà paradossalmente chi non voterà, piuttosto che chi si recherà alle urne. L’Italia è infatti divisa tra la minoranza guidata dall’ex partito comunista, e la maggioranza che ad esso si è sempre opposto e si oppone. E mentre gli elettori della sinistra sono tutti determinati al voto, tra gli elettori di centrodestra è forte la tentazione di disertare.
2. In tanti, infatti, serpeggia un sentimento di delusione. Si aspettavano una rivoluzione liberale che non si è ancora realizzata, si aspettavano che l’Italia cambiasse più e meglio di quanto non sia cambiata.
3. Noi li comprendiamo, condividiamo con loro questo sentimento e vogliamo essere interpreti e garanti della loro volontà di un più deciso impegno a realizzare la rivoluzione liberale.
4. Noi crediamo che in tante, troppe, occasioni la Casa delle Libertà abbia peccato di ingenuità, di sudditanza nei confronti dei poteri forti, di incapacità di gestire il potere con la determinazione e la dignità che vengono dal consenso, di eccessiva ricerca del compromesso anche quando non era necessario, di estenuante litigiosità interna, di disattenzione e scarsa disponibilità ad ascoltare e a stare tra la gente, di incapacità a comunicare tutto il buono realizzato e di contrastare tutto il falso sparso sul Paese dai nostri avversari e dai media con loro compiacenti. E, cosa più grave di tutte, di aver sottovalutato i tanti segnali di allarme che venivano dalle infelici prove elettorali degli ultimi anni.
5. Noi siamo convinti che, nonostante tutto questo, il governo Berlusconi sia stato il migliore dal secondo dopoguerra. Che le tante riforme fatte siano state tutte importanti, coraggiose, intelligenti, necessarie e che abbiano dato inizio alla irreversibile modernizzazione dell’Italia e alla sua trasformazione in un Paese
fondato sulla libertà
.
6. Noi, però, sappiamo che le riforme hanno bisogno di tempo per manifestare i loro effetti, mentre gli italiani hanno dovuto scontare il prezzo di una crisi economica le cui responsabilità vengono da lontano, insieme al continuo attacco di una politica intrisa di odio nei nostri confronti, ai limiti della guerra civile, scatenata con cinismo e spesso con violenza fisica da una sinistra che non ha nulla a che fare con il laburismo e la socialdemocrazia delle democrazie occidentali.
7. Noi diciamo ai delusi che quella rivoluzione è ancora a portata di mano, della stessa mano che segnerà sulla scheda la sorte dell’Italia e degli italiani.
8. Noi ricordiamo ai delusi che quel popolo che ha sempre resistito attivamente all’equivoca egemonia comunista è ancora maggioritario nella società italiana, nel lavoro, nelle imprese, nelle professioni e nei cuori della gente. Ma rischia di diventare per la prima volta minoritario nelle urne, per nostra responsabilità e per loro delusione.
9. Noi avvertiamo i delusi che la sconfitta della Casa delle Libertà provocherebbe il crollo della speranza della gente libera che vedrebbe tramontare, chissà per quanto, l’unica occasione possibile di una rivoluzione liberale. Guai se ciò accadesse.
10. Per questo rivolgiamo ai delusi un appello. E offriamo loro un impegno sull’onore per il quale chiediamo ancora cinque anni di fiducia. Lo chiediamo con l’orgoglio degli obiettivi realizzati, e con la volontà di fare di più e meglio. Noi siamo consapevoli che le grandi rivoluzioni liberali del nostro tempo, come quelle della Thatcher in Gran Bretagna e di Reagan negli Stati Uniti, si sono sempre realizzate con il secondo mandato, non con il primo. Il lavoro iniziato cinque anni fa deve essere compiuto.
11. Noi ci impegniamo a batterci per un governo di persone competenti, che abbia e dimostri sempre una forte e visibile passione politica, capace di fare, ma anche di ascoltare, comprendere, rispondere e decidere.
12. Noi ci impegniamo a lavorare ancor di più per Forza Italia, per farne un partito diverso dagli altri, dove si discutano ancor più apertamente idee, uomini e programmi, capace di rappresentare sempre meglio quel blocco sociale e politico che a Forza Italia ha dato in questi anni la sua fiducia, ma anche affidato una missione in parte incompiuta.
13. Noi siamo con Berlusconi e a Berlusconi intendiamo garantire tutta la forza politica necessaria per resistere all’assedio soffocante della vecchia politica che spinge sempre, come è nella sua natura, a compromessi al ribasso.
14. Tanto leali, quanto liberi: questa è la nostra identità e la nostra credibilità, insieme al nostro impegno a saper dire di no, a dire sempre la verità e a mostrare la verità ai cittadini, nonostante l’assordante rumore delle mistificazioni che oggi provengono da quasi ogni parte.
15. Chiediamo ai delusi di non disertare le urne, consegnando l’Italia a coloro che la riporterebbero indietro. Lo chiediamo con orgoglio, con passione, con animo libero e sincero, e col sentimento di chi è con gli italiani che lavorano, che producono, che rischiano tutti i giorni, che si affacciano al futuro e lo vogliono limpido e
rassicurante, ricco di libertà e di opportunità. Gli italiani liberi possono vincere ancora.
Renato Brunetta Paolo Guzzanti

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Dance with madness

“Negli altri quarantanove stati è basket, ma questo è l’Indiana“. E da questo famoso detto americano, sabato notte, scatterà l’ultimo atto della March Madness: Final Four NCAA, RCA Dome di Indianapolis (Indiana), l’ex casa dei Pacers. La “cenerentola” George Mason Universtity e le ben più note LSU Tigers, UCLA Bruins e Florida Gators, saranno le invitate al Grande ballo di fine anno, nella terra del basket, l’Indiana appunto, dove tutto, dall’aria al cibo, acquisisce il sapore del gioco più bello del mondo. L’ultima che resterà in piedi, chi avrà ballato meglio, chi avrà resistito alle fatiche di una stagione interminabile, sarà nominata la “reginetta del ballo“. Per gli altri, solo l’emozione di una finale, ma la disperazione per un’occasione perduta.
Vedrete tifosi di tutte le età tornare a vestire i colori della propria gioventù; ci saranno ragazzi, venuti da lontano, dalla California, dalla Lousiana, dalla Florida o dalla piccola George Mason (Fairfax, Virginia), che si accamperanno fuori dal palasport di Indianapolis decine di ore prima dell’inizio delle partite; cheerleaders, bande musicali, mascotte, giovani promesse, future stelle e giovani che non calcheranno mai un parquet tra i professionisti. Non illudetevi, non è l’NBA. Vedrete errori, tecniche da affinare, tiri da migliorare, scelte incomprensibili, errori tattici, balzi meno devastanti… ma il cuore e il sacrificio, il gioco di squadra, l’attaccamento ai valori del proprio ateneo, il sudore che verseranno sul legno questi ragazzi, non li scorgerete da nessun’altra parte. E’ tempo di finali, la follia marzolina è alle stelle, e noi ne siamo stati colpiti in pieno.

TUTTO LIVE SU SPORTITALIA A PARTIRE DA SABATO NOTTE.

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Before you go

We owe you more… We give you thanks…
Clicca per ascoltare il brano e vedere le immagini.
Clicca sulla foto per ascoltare il brano e vedere le immagini.

(da SmallTownVeteran.net)

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Chi non lo compra è una mortadella!

I peccati di Prodi con Libero
con la collaborazione di Davide Giacalone, Andrea Mancia, Paolo Reboani, Giorgio Stracquadanio.

Questo libro andrebbe venduto in salumeria. (Vittorio Feltri)

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Pi sapìrinni chiossai


Pàggina principali
Salutamu. Chista è la Wikipedia in Sicilianu. L’enciclopedìa unni cuegghiè pò scrìviri e unni cuegghiè pò agghiùnciri paroli novi e chi cunteni già 4,619 artìculi. Grazzî tantu a tutti!
:D

Autri lingui

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Videochiamatevi!

E’ curioso notare come, nell’ultima settimana, alcuni commenti del sottoscritto sul blog di Marcello Pera, siano stati utilizzati da “sinistri” giornalisti sulla “sinistra” stampa per sostenere tesi diametralmente opposte. L’incoerenza, ovviamente, non è la mia, ma dei giornalisti in questione. Più che di incoerenza, si tratta di faziosità o di “giornalismo all’acqua di rose” per dirla alla Domenico Naso. Prima, Francesco Bei su Repubblica con l’articolo “A Bordo dell’Occidente Express, Pera battezzerà il partito Teocon“; dopo, Mario Adinolfi su Europa col pezzo “E Marcello cavalcò un’altra onda” (via blog). Videochiamatevi! Almeno, la prossima volta, eviterete certe figure.

Voi, invece, videochiamate Jinzo per fargli i complimenti. Al suo post-manifesto, Neo-Lib, è stato dedicato l’editoriale di oggi da parte di Arturo Diaconale su L’Opinione.

E visto che ci siete, videochiamate pure Calamity Jane e congratulatevi con lei. Perfetta “intromissione” nel solito dibattito tra realisti contro idealisti, dai toni sempre più aspri.

Data la presenza del Presidente a Ballarò, il sottotitolo a questo post diventa: PIU’ LINK PER TUTTI! :P

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Quell’Adinolfi così fantozziano con Tocque-ville

Che Mario Adinolfi abbia un’ossessione per Tocque-Ville è pacifico per tutti. Lo ha dimostrato mille volte sul suo blog, sul giornale per cui scrive (Europa) e anche durante una trasmissione su NessunoTV in cui era stato invitato, insieme a Barbara Mennitti e Andrea Mancia, a parlare di Blog (il titolo era: Bloggare è di sinistra?) e dove invece si finì per parlare quasi esclusivamente di Tocque-Ville, così come nelle 280epassa pagine del Programma dell’Unione si finisce per parlare quasi esclusivamente di Silvio Berlusconi.
Oggi, Adinolfi torna all’attacco, lento e svogliato come un pachiderma, e lo fa scrivendo una serie di… di cazzate, contro la scelta del presidente del Senato, Marcello Pera, di aprirsi un blog, di aderire da subito a Tocque-Ville e contro la splendida accoglienza che molti cittadini hanno a lui riservato, più per quello che ha scritto fino a questo momento che per ciò che rappresenta. Ma il ruolo di Adinolfi, si sa, è quello di sparare a zero sugli “avversari” per procacciarsi il maggior numero di accessi. E sa bene, Mario, che quando lo fa su TocqueVille, le visite sul suo blog aumentano in maniera esponenziale. Anche lui, così, prova ad utilizzare a suo vantaggio la forza di una Città, nella quale, nonostante la richiesta di adesione, non è mai stato ammesso. L’incoerenza di Adinolfi sta tutta in questa sua frustrazione.
Oggi, dicevo, se la prende con tutta TocqueVille, ed in particolare col sottoscritto: Asserviti al potere. Il blogging di destra ha questa come caratteristica: subisce in modo totale il fascino del potere. C’è in questo senso un asservimento che viene evidenziato dei primi commenti piovuti sul blog di Marcello Pera. E’ tutto un fiorire di “Benvenuto Presidente” alla Domenico Naso (www.ilmegafono.it), di entusiasmo acritico alla Francesco Sciotto (www.star-sailor.net) che si dichiara “vicino (è un eufemismo) alle sue posizioni politiche e filosofiche”, di giustificazionismo alla Germanynews (www.germanynews.ilcannocchiale) che almeno ha la scusante di essere giovanissimo e per questo ingenuamente si espone con uno zerbinesco “il Presidente Pera non vuole, con le sue opinioni, imporre niente a nessuno”. E ci mancherebbe altro.”
Glisserei sul Megafono perché quella che ha preso con Domenico è una gran bella cantonata. Il Megafono è stato spesso critico con alcune posizioni di Pera, ma, come si conviene tra persone educate, ha dato il suo “Benvenuto” al Presidente, convinto che un ingresso così importante possa essere uno stimolo in più per migliorare il dibattito all’interno di Tocque-Ville.
Per quel che riguarda il sottoscritto, invece, credo basti la risposta che ho dato a lui tra i commenti al post:
“Uff, Adinolfi, il presidente (oddio, l’ho chiamato Presidente, che asservito al potere che sono) Pera non lo scopro certo adesso. Forse sei tu a farlo solo ora. Perdonami, ma se ti fai un giro sul mio vecchio blog sul Cannocchiale (basta metterci Starsailor davanti), ti accorgi che il 30 novembre, ai tempi del “fascistelli brufolosi e con la playstation rotta” di Camillo, già parlavo di Pera. Ho scritto a dicembre e gennaio sul mio nuovo blog e fino a quel momento di Pera, di blog e di Manifesto Per L’Occidente non ce n’era neppure l’ombra. Tra l’altro, ho avuto il piacere di vederlo ieri sera a Porta a Porta e sono sempre più convinto della frase che ho scritto e che tu riporti. Continuo a credere che quella di Pera sia l’unica idea concreta nel nostro panorama politico su come affrontare le sfide che ci pone il nuovo secolo. Potrà piacere oppure no, legittimamente, ma non credo mi si possa dare dell’asservito al potere per la mia condivisione di quelle parole.

Ne dici cazzate, perdonami.
StarSailor”

Già, ne scrivi cazzate.

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Prendete e diffondetene tutti

- “Signor parroco, mi vorrei confessare”
- “Certo figliolo, qual è il tuo nome?”
- “Romano Prodi, padre”
- “Ah, l’ex Presidente del Consiglio! Ascolta figliolo, mi pare proprio che il tuo caso richieda una competenza superiore… Credo sia meglio che tu ti rechi dal Vescovo…”
Così Prodi si presenta dal Vescovo chiedendogli se lo potesse confessare
- “Certo figliolo, come ti chiami?”
- “Romano Prodi, Eminenza.”
- L’ex Presidente del Consiglio? No figlio mio, non posso confessarti data la difficoltà del tuo caso, è meglio che tu vada in Vaticano”
Prodi va dal Papa: “Sua Santità, voglio confessarmi.”
- “Caro figlio mio, come ti chiami?”
- “Romano Prodi”
- “Ahi, ahi, ahi, figliolo… Il tuo caso è molto difficile anche per me. Guarda, qui, sul lato del Vaticano, c’è una piccola cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare”
Prodi giunto nella cappella, si rivolge alla croce: “Signore, voglio confessarmi”
- “Certo figliolo mio, come ti chiami?”
- “Romano Prodi”
- “Romano Prodi ex Presidente del Consiglio? Ex Presidente del IRI? Ex Presidente della Commissione Europea? Quello che ha creato la tassa sui conti correnti di tutti, ricchi e poveri? - (8×1000) - Quello che ha creato la tassa di lusso una tantum sulle moto dei poveri e dei ricchi? - (700.000 delle ex lire) - Quello che ha spremuto gli italiani per entrare nell’EURO? - “Tassa per l’Europa”, 60.000 a cranio - Quello che ha inventato la tassa sul medico di famiglia? - 80.000 lire a …famiglia - Quello che ha introdotto l’IRAP? Quello che ha fatto una voragine nei conti dell’IRI e che ha insabbiato? Quello che ha regalato l’Alfa Romeo alla FIAT? Quello che stava svendendo la SME ed ha svenduto la CIRIO? Quello che ha permesso alla Cina di invadere i mercati europei di materie prime a basso costo senza controllo?”
- “Ehm, sì… Sono proprio io, Signore!”
- “Ma figlio mio, non ti devi confessare, tu devi solo ringraziare!”
- “Ringraziare? E chi?”
- “I Romani, per avermi inchiodato qui, altrimenti scendevo e ti facevo un culo così!”

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Tigers, Bruins, Patriots & Gators

Saranno LSU Tigers, UCLA Bruins, George Mason Patriots e Florida Gators a presentarsi, il prossimo weekend, al Grande Ballo di fine anno del basket NCAA, sul parquet del RCA Dome di Indianapolis (Indiana), la patria per eccellenza del college basketball. Risultati a sorpresa nelle finali regionali di questo fine-settimana: fuori dai giochi tutte le teste di serie numero uno. Torneranno a lottare per il titolo, dopo un’assenza dalle Final Four durata venti anni, i giallo-viola di Louisiana State University, che grazie alla coppia di lunghi “Big Baby” Davis e T. Thomas (in due, 47 dei 70 punti dei Tigers) riescono ad oscurare la stella di LaMarcus Aldridge, futuro NBA garantito, e ad aver la meglio sui Texas Longhorns dopo un overtime. E per la prima volta nella sua storia, invece, arriva alle Final Four la piccolissima,cestisticamente parlando, George Mason University. Solo un’altra squadra nella storia del college basketball era riuscita a percorrere fino in fondo la strada verso le finali con una testa di serie così alta (11), indovinate chi? Si tratta proprio di LSU ed era il lontanissimo 1986. Vent’anni fa appunto. I Patriots hanno dovuto vincere la partita due volte, a dire il vero, prima di poter festeggiare. Gettato alle ortiche il margine di vantaggio accumulato nel finale dei tempi regolamentari, hanno permesso a UConn di acciuffare i supplementari con un canestro sulla sirena. Nell’overtime, poi, George Mason si è ripetuta e stavolta agli Huskies non è riusciuto il miracolo.Final Four 2006 Tornano in finale i Bruins di University of California, Los Angeles (UCLA), la squadra più vincente di sempre, con 11 titoli nazionali nel proprio albo, e i Florida Gators, gli alligatori - parenti dei Caimani, chissà se vinceranno loro?! - guidati dall’ala Joakim Noah, figlio del grande tennista francese Yannick. Probabilmente, dopo queste finali, non sentirete parlare più di lui come “figlio di…” bensì del celebre tennista degli anni ‘80 come “padre di…”
Personalissima delusione nel veder giocare Rudy Gay (UConn) e LaMarcus Aldridge (Texas), che in questo mock draft 2006 (previsoni per il prossimo Draft NBA) vengono da tempo accreditati della prima e della seconda scelta assoluta (guardate chi si trova al quarto posto: il nostro Andrea Bargnani). Nessuno dei due è riuscito a trascinare le propria università alla Final Four. Una settimana e la follia marzolina salirà alle stelle. Un consiglio: non cercateci nel prossimo weekend. Well!

Regional Atlanta
LSU (4) - Texas (2) 70-60 dts
L: D. Mitchell 11, Temple 4, Davis 26, Thomas 21, T. Mitchell 6, Lazare, Rolle 2, Voogd, Minor ne, Fleshman ne, Johnson ne, Mason ne, Gransberry ne, Farrer ne.
T: Tucker 10, Aldridge 4, Gibson 15, Buckman 13, Paulino 10, Abrams 6, Williams 2, Atchley ne, Dowell ne, Lewis ne, Winder ne, Mooney ne.

Regional Oakland
Memphis (1) - UCLA (2) 45-50
M: Anderson 2, Washington 13, Williams 8, Carney 5, Dorsey 2, Allen 1, Douglas-Roberts 6, Cooper 2, Dozier 6, Williams, McGrady ne, Long ne, Thiero ne, Hunt ne, Wade ne, Njoya ne.
U: Farmar 4, Afflalo 15, Hollins 14, Mbah a Moute 2, Bozeman 3, Collison 4, Aboya 4, Mata 4, Roll, N. Robinson ne, Kim ne, Wright ne, Shipp ne, D. Robinson ne, Ellis ne, Fey ne, Rubin ne.

Regional Minneapolis
Villanova (1) - Florida (3) 62-75
V: R. Foye 25, M. Nardi 8, W. Sheridan 1, K. Lowry 3, A. Ray 11, J. Fraser 9, D. Cunningham 2, S. Clark 2, C. Charles, B. Dunleavy, D. Anderson 1, B. Benn 0, R. Condon ne, C. Sumpterne, F. Tchuisi ne.
F: L. Humphrey 8, T. Green 19, J. Noah 21, A. Horford 12, C. Brewer 11, D. Huertas 2, W. Hodge 0, C. Richard 2, A. Moss 0, G. Tyler ne, J. Berry ne, J. Sutton ne, B. Swanson ne.

Regional Washington
Connecticut (1) - George Mason (11) 84-86 dts
C: R. Gay 20, M. Williams 13, H. Armstrong 8, D. Brown 11, J. Boone 6, J. Adrien 17, R. Anderson 6, C. Austrie 0, E. Nelson 3, M. Johnson ne, A. Price ne, R. Garrison ne, O. Omokaro ne, B. Spencer ne, R. Thompson ne, M. Gagne ne, N. Forostoski ne.
GM: W. Thomas 19, J.Lewis 20, F. Campbell 15, T. Skinn 10, L. Butler 19, G. Norwood 0, S. Hernandez 3, J. Carter 0, C. Fleming 0, M. Konate ne,J. Urbina ne, T. Burns ne, J. Vaughan ne, C. Makings ne

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March Madness

Clicca per ingrandire il Tabellone NCAA

Il mese di Marzo per il College Basketball vuol dire March Madness: la follia marzolina che pervade la vita del popolo a stelle e strisce. Ogni buon americano, di questi tempi, torna a “vestire i colori” della sua gioventù universitaria alla quale resta legato indissolubilmente per tutta la vita. Stanotte e domani sarà tempo di Elite Eight, le finali dei Regionals che decreteranno le quattro squadre che nel prossimo weekend si affronteranno nella Final Four di Indianapolis, da dove uscirà il nome della squadra campione nazionale di basket universitario per il 2006.
E quest’anno c’è una novità in più per gli appassionati italiani di basket: le finali regionali di stanotte e domani e le finali nazionali del prossimo weekend saranno trasmesse in chiaro e sui canali terrestri (digitale e non) di SportItalia. A commentarle, il giovane Francesco Bonfardeci insieme al guru, il maestro di tutti i commentatori tecnici di basket in Italia, l’ex coach Dan Peterson. “Well“, come dice il mitico Dan, tutti pronti a seguire il “grande ballo di fine anno“? Birra e popcorn in mano davanti al vostro megaschermo per osservare i balzi e i jumper, le difese miste e gli attacchi in transizione, il cuore e i muscoli, delle future stelle NBA.

La programmazione di SportItalia:
Sabato 25 marzo, ore 22.40, (4) LSU - (2) Texas
Notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo, ore 1.00, (2) UCLA - (1) Memphis
Domenica 26 marzo, ore 21.45, (1) UConn - (11) George Mason
Notte tra domenica 26 e lunedì 27 marzo, ore 0.00, (1) Villanova - (3) Florida

George Mason University è la sorpresa (testa di serie più alta: numero 11); il sogno dei Patriots continua, anche se domani si troveranno di fronte i fortissimi Huskies di Connecticut. Delle prime quattro teste di serie manca solo Duke; i Blue Devils di coach K. (il nuovo coach del prossimo Dream Team americano) sono stati eliminati durante le “Sweet Sixteen” (le semifinali dei Regionals) da LSU (Louisiana State University). Si avvicina alle Final Four UCLA (University of California, Los Angeles), la squadra più vincente (11 titoli) della storia NCAA.
Attenzione a “Big Baby” Glen Davis di LSU, fisicamente il futuro Shaquille O’Neal (6 piedi e 9 pollici di altezza per 320 libbre di peso). Monster.

Buona visione! ;)

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MoOretti, il Calamaro

Su Panorama, Giuliano Ferrara spiega perché Berlusconi non è un Caimano. MoOretti - Nanni, tu vo’ fa’ l’americano…finto, come Michael Moore? - invece è di sicuro un Calamaro, uno dei più grossi esemplari di questa categoria di invertebrati. E ha abboccato anche troppo facilmente. Bollito.
” […] Berlusconi è uno splendido animale politico emerso in una democrazia ferita e caotica, dove i Caimani veri hanno spadroneggiato e deciso per la vita e per la morte delle antiche istituzioni, hanno liquidato partiti e tradizioni, hanno traballato sotto la sua sferza ma non si sono mai dati per perduti, lavorando per mandarlo a sbattere alla prima curva, per fargli prendere una musata e sdentarlo alla prima occasione. Un Caimano che ha contro tutti, che prende applausi dai piccoli contro la smorfia di disprezzo dei grandi, non è appunto un Caimano, è solo un Cavaliere, e di una specie rara, caro Nanni.”

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Citato (a sproposito?) da Repubblica /2

In seguito alla mia segnalazione, il giornalista di Repubblica, Francesco Bei, autore dell’articolo “A Bordo dell’Occidente Express, Pera battezzerà il partito Teocon” in cui viene citata (a sproposito?) un’affermazione del sottoscritto, ha gentilmente risposto. Lo ringrazio ancora per aver mostrato attenzione a quanto scritto da me. La sua risposta però non mi ha convinto del tutto e così ho scelto di replicare nuovamente.

Gentile signor Sciotto,
la ringrazio per l’attenzione dedicata al mio articolo e per la piacevole sorpresa di scoprirla lettore di Repubblica. Quanto al merito, a dire il vero in italiano le parentesi servono a rafforzare un concetto e, togliendole, il senso del discorso non dovrebbe cambiare. In effetti leggendo la sua frase emergeva sia il rammarico perché Berlusconi non aveva parlato di quei valori (peraltro non ne ha mai parlato, perché di solito si barcamena fra l’anima cattolico-tradizionalista del suo partito e quella laica e la prova sta nella
posizione anodina assunta sugli ultimi referendum) sia per il fatto che i giornalisti non gli avessero domandato nulla al riguardo. Ergo, omettendo la parentesi, mi sembra che l’osservazione sul premier non
risultasse totalmente distorta come Lei sostiene. In ogni caso se si ritiene malinterpretato non posso che dispiacermene e, in questi casi, la responsabilità è sempre di chi scrive. L’unica cosa che allevia il mio senso di colpa è che il suo nome non compare nell’articolo, avendo lei preferito uno pseudonimo. Mi ha fatto piacere comunque interloquire con Lei e spero voglia continuare a leggere le nostre piccole fatiche quotidiane. Cordialmente
Francesco Bei

La mia ulteriore risposta:

Caro signor Bei,
il pezzo tra parentesi chiariva una cosa importantissima: io mi riferivo al dibattito televisivo della sera precedente, mentre da quanto scritto da Lei sembra che io sia deluso da Berlusconi perché non ne parla mai. Inoltre, se quello scritto tra parentesi serve solo a rafforzare un concetto, a maggior ragione la frase da lei riportata pur senza l’inciso tra le parentesi non assumerebbe il senso da lei inteso.
Mi lasci dire che non credo che Berlusconi rappresenti un’anomalia. Di leader che si barcamenano tra le posizioni eterogenee - mi perdoni, eterogenee riferito alle posizioni dei vari partiti del centrosinistra è un eufemismo - all’interno della propria coalizione ne è piena la politica. Non solo quella italiana. C’è chi nel nostro paese è stato capace di farlo nel miglior modo possibile negli ultimi cinque anni (Silvio Berlusconi). C’è chi nel lustro precedente ha già dato dimostrazione di non esserne capace (Romano Prodi).
Non si rammarichi, è stato solo un piccolo disguido. A parte i diversi punti di vista è stato anche per me interessante interlocuire con Lei. La invito a seguire ogni tanto le mie piccolissime (più piccole delle sue) fatiche quotidiane sul mio sito internet www.star-sailor.net Un saluto.

Con stima,
Francesco Sciotto

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Anche Televideo parla dei Blog

Scopro, durante la classica carrellata del dopopranzo (uso schematicamente e a piccole dosi la televisione) delle pagine di televideo, che a pag 160 , nella sezione “Culture” del Televideo Rai, si parla di Internet e dei Blog. Un pizzico di attenzione da parte di uno dei mezzi di comunicazione maggiormente sviluppati e più utilizzati dalle famiglie italiane che certamente non guasta.

INTERNAUTI E BLOGGER E’ DIGITAL GENERATION (pag 163)
Sta cambiando il modo di comunicare tra i giovani. E’ questo in sintesi quello che emerge dal Rapporto 2006 dell’Osservatorio Aie sull’editoria digitale. Dallo studio condotto tra mille giovani, in età compresa tra i 14 e i 24 anni, risulta che il 91% sono internauti, il 53% ha un ipod o un mp3,il 25% chatta e il 9% ha un blog. Forte ancora la compresenza di consumi tecnologici e tradizionali, il 52% legge riviste e quotidiani su Internet e cartacei, la stessa percentuale ascolta radio,informazioni e musica nelle forme tradizionali e il 29% la segue su internet.
GIOVANI, UTILIZZO RETE SEMPRE PIU’ ATTIVO (pag. 164)
“Partecipazione e condivisione sono le nuove regole di utilizzo della rete da parte dei giovani”, spiega Mannheimer che ha svolto l’indagine sui giovani e le nuove tecnologie per conto dell’Associazione Italiana Editori. Internet non viene più usato solo per consultazione, ma anche per partecipare a discussioni e condividere pensieri, scritti personali, poesie. Lo fa almeno una volta a settimana il 42% degli internauti. Questo internauta blogger ha un titolo di studio di scuola inferiore per il 46% partecipa infatti a chat, vive nelle grandi città (50%) e si collega abitualmente da casa (55%).

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Io esordisco, egli esordisce

Non è mai troppo tardi per esordire nella vita. Ce lo ha dimostrato Marcello Pera, all’inizio di questo mese, debuttando in internet con un proprio sito-blog per dare miglior seguito alle iniziative da lui intraprese. Oggi il presidente Pera ha compiuto un altro importante passo, iscrivendosi alla nostra Città dei Liberi. Da oggi, Marcello Pera è un TocqueViller a tutti gli effetti e questo non può che riempirmi d’orgoglio. Avere il Presidente del Senato come “concittadino virtuale” è una gran bella soddisfazione. Condivido Walker quando afferma: Credo che il presidente del Senato, anche in forza delle posizioni nette e controcorrente che ha preso su molti temi, possa contribuire con i suoi post ad arricchire e accendere il dibattito in città. A beneficiare di questo nuovo ingresso, come di ogni nuova adesione, sarà il dibattito all’interno delle nostre mura e verso l’esterno della città, e questo, indipendentemente dalle posizioni politiche di ognuno, è un gran vantaggio per tutti quanti noi.

Anche io oggi ho fatto il mio piccolo esordio. Qui. E’ un progetto nato da pochi giorni sostenuto da persone importanti e molto competenti. Speriamo di far bene.

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Citato (a sproposito?) da Repubblica

Grazie a Paolo della Sala, vengo a scoprire di esser stato citato (a sproposito?) oggi da Repubblica. A pagina 13, nell’articolo A Bordo dell’Occidente Express, Pera battezzerà il partito Teocon, Francesco Bei scrive: “Un certo StarSailor ci aggiunge un pizzico di delusione verso il Cavaliere: “Mi è dispiaciuto che il Premier con Prodi non abbia trovato il modo di accennare ai nostri valori, alle nostre tradizioni”". Il commento è il mio, non c’è dubbio, e si trova sotto ad un post del presidente Pera dello scorso 15 Marzo dal titolo: Una grande manifestazione per rilanciare la sfida politica e culturale. Nell’estrapolare quella frase dal commento che per la verità è molto lungo ed articolato, Francesco Bei si è lasciato maldestramente sfuggire un frase, inserita tra le parentesi, che a mio avviso assegna un significato a tutto il concetto assai differente da quello da lui inteso. Infatti in quel commento io ho scritto: Era quello che auspicavo pochi giorni fa. E’ arrivato il momento di far “uscire” dal web e dai media questa iniziativa e di portarla nelle strade, nelle piazze, con manifestazioni e con comitati per le sottoscrizioni.
E’ l’unico vento di novità nella politica del nostro paese ed è un vento giusto. Mi è dispiaciuto che il Premier ieri sera non abbia trovato il modo (e le domande giuste) per accennare ai nostri valori, alle nostre tradizioni. Che piaccia oppure no questa è l’unica idea concreta per una politica interna ed estera valida, per un modello di società e per un futuro…vorrei scrivere migliore…per un futuro che sogno.
Quel “… (e le domande giuste) …”, alla luce anche di quanto scritto da me in quest’altro post datato anch’esso 15 Marzo, ma online alcune ore prima del post del prof. Pera, dà (o comunque aveva intenzione di dare) un senso abbastanza differente da quello che si evince dall’articolo di oggi. E’ probabile che io non sia stato molto chiaro nell’esprimere ciò che intendevo, ma è altresì probabile che io intendessi che in un dibattito pieno di paletti e limitazioni come quello che si è svolto tra i due leader dei principali schieramenti politici italiani, in cui non era possibile andare fuori tema alle domande poste dai giornalisti presenti in studio, era un peccato che al nostro Premier non fosse stato permesso di accennare ai nostri valori, alle nostre tradizioni. La delusione manifestata non era verso il Cavaliere persona, ma verso le questioni poste da Marcello Sorgi e Roberto Napoletano nell’occasione. Al signor Bei bastava cliccare sul nome posto al di sopra del commento per comprenderne il senso ed utilizzare in maniera meno capziosa le mie parole. E bastava non togliere quella frase tra le parentesi per raccontare la verità ai suoi lettori su quanto scritto da me. Purtroppo la pigrizia, mi dispiace, in questa occasione ha giocato un brutto scherzo al giornalista in questione. La rettifica farebbe venir meno qualsiasi eventuale dubbio sulla sua buona fede.

Grazie,
Francesco Sciotto (“un certo StarSailor”)

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I sette vizi capitali

21 Marzo, “alba” di una lunga e promettente primavera. Qualche soddisfazione inizia ad arrivare anche se è ancora troppo presto per rendervi partecipi. La scaramanzia talvolta è d’obbligo anche se, a dire il vero, a questo giro, molto dipende da me. Sono triste in un giorno che in fondo brutto non è. Scadere nella retorica è facile, ma l’ultimo post del Master mi lascia un pizzico di amaro in bocca anche se tutto accade per una causa meravigliosa. In questi mesi di collaborazione in Tocque-Ville e B4Cdl sono certo di non aver conosciuto solo un blogger a centinaia di chilometri di distanza da questa lontana Sicilia. Ho conosciuto un grande uomo: The Master.

Dal serio al faceto:
I due Persuaders, Danny Wilde alias Abr alias NeOquidnimis e Lord Brett Sinclair alias Ringo alias Mondopiccolo hanno avuto la felicissima idea di nominarmi per uno di quei simpatici giochini (o meglio, catene di S. Antonio) che circolano ogni tanto (troppo spesso) in rete. A completare il terzetto di nomination, il mitico Bisquì che in realtà ha battuto sul tempo tutti gli altri! Sentitamente ringrazio e mi cimento. Però vi frego :)

Il partecipante a questo gioco pubblica un post intitolandolo “I sette vizi capitali” scrivendo il proprio pensiero riguardante ognuno dei vizi. I bloggers invitati a partecipare, riporteranno questo regolamento nominando altri 7 giocatori ai quali passare il test. Non bisogna dimenticare di avvertire i prescelti tramite il commento obbligatorio “Vieni a leggermi … e a confessare i tuoi peccati”.

Accidia: L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L’operosità rapide le ore e lenti gli anni. (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)
Lussuria: Lonza leggiera e presta molto, che di pel maculato era coverta (Dante Alighieri: Inf. I, 32)
Ira: Un’ira smisurata sfocia nella follia, perciò evita l’ira, per conservare non solo il dominio di te, ma la tua stessa salute (Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio)
Invidia: L’invidioso non riesce a sopportare che tu faccia il passo più lungo della sua gamba (Julien De Valckenaere)
Gola: Più che la ragione è lo stomaco che ci guida. (Arsene Ancelot)
Avarizia: Che cos’e’ l’avarizia? E’ un continuo vivere in miseria per paura della miseria. (San Bernardo)
Superbia: Donna bella et altera, vestita nobilmente di rosso, coronata d’oro,
di gemme in gran copia, nella destra mano tiene un pavone et nel-
la sinistra un specchio, nel quale miri et contempli se stessa. (Cesare Ripa, Iconologia del 1611)

I sette da me nominati? La mia grande amica (seee, magari..!) Michelle Malkin, il mio compagno di merende Glenn Reynolds, quel Mortal Human che non è altro di StopTheACLU, l’amico Daniel Pipes, il collega Hugh Hewitt, Il Barone e last but not least Selvaggia Lucarelli (quando tornerà dalla Fattoria).

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Sono qui e sono così

- Sarei un “siciliano-leghista” secondo il test Voi siete qui. Vicino a Forza Italia e Alleanza Nazionale, a distanza di sicurezza da tutti i partiti del centrosinistra e soprattutto all’opposto dei comunisti con i quali condivido solo il giudizio sulla nuova legge elettorale.
Voi siete qui

- E in quest’altro test trovo la mia perfetta collocazione tra G. W. Bush e R. Reagan:


You are a

Social Conservative
(36% permissive)

and an…

Economic Conservative
(73% permissive)

You are best described as a:

Republican

Link: The Politics Test on Ok Cupid
Also: The OkCupid Dating Persona Test

Meglio di così?! ;)

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