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StarSailor, Un sito di Francesco Sciotto

Archive for December, 2005

Il futuro di Tocqueville

Il più bel regalo che un Tocqueviller poteva aspettarsi per l’anno venturo, potete trovarlo sul sito di Ideazione o sul blog di Andrea Mancia.
Stanotte regalate un brindisi pure alla nostra amata Città dei liberi.
Un felice 2006 a tutti voi, BUON ANNO!

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Natale a Nassiriya

Il presidente del Senato, Marcello Pera, si è recato a Nassiriya per trascorrere il Natale in compagnia dei nostri soldati impegnati nell’operazione “Antica Babilonia“. Al termine della Messa di Mezzanotte, officiata da l’ordinario militare per l’Italia, mons.Angelo Bagnasco, il presidente Pera ha espresso la sua graditudine, e quella di tutta la nazione, ai militari impegnati nella faticosa e lodévole opera di riscostruzione pacifica e democratica dell’Iraq: “L’Italia tutta è, e deve essere, fiera di quello che voi state facendo qui“.
L’Italia tutta è certamente fiera del nobile gesto compiuto da Marcello Pera.

Il discorso del presidente tenuto davanti al contingente italiano in Iraq:
“Signor Comandante, Generale Roberto Ranucci, Ordinario militare Monsignor Angelo Bagnasco, Ufficiali, Sottufficiali, soldati, uomini e donne italiani,
sono qui a Nassiriya per portarvi i miei auguri, e quelli dell’intero Senato, per il Natale e il nuovo Anno.[…]”

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Buon Natale

The White House Christmas Tree, a large Fraser Fir, is seen fully decorated in the Blue Room of the White House, Wednesday, Nov. 30, 2005.

Fine anno, tempo di bilanci per tutti.
Per rivedere gli avvenimenti importanti che in questi dodici mesi hanno coinvolto tutti noi, da vicino e da lontano, vi consiglio il round-up sul sito della rivista Emporion, il quindicinale di geoeconomia diretto da Pierluigi Mennitti (Ideazione) e alla cui realizzazione partecipano, tra gli altri, il “nostro” Andrea Mancia e la splendida Barbara Mennitti.

Io il mio bilancio l’ho stilato e devo dire che al tirar delle somme non mi sarei aspettato di leggere un risultato così positivo. In un anno in cui alcuni eventi hanno totalmente ribaltato la mia “pacifica” vita sentimentale, le soddisfazioni sono riuscito a trarle da me stesso, e con sommo piacere, finendo per innamorarmi come mai prima della mia persona. Ed ho imparato quanto fondamentale sia, amarsi: primo essenziale passo per imparare ad amare tutto il resto.
L’albero l’ho fatto, senza luminarie ma rivelato dalla luce irradiata con regolarità dal mio faro; addobbato di stelle e con due letterine appese che iniziano così: “Caro Gesù Bambino…” e “Caro Babbo Natale…”

BUON NATALE A TUTTI VOI, CARI LETTORI.

“…I hope you have fun
the near and the dear one
the old and the young.
A merry merry Christmas
and happy New Year
let’s hope it’s a good one
without any fear…”

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Qui si sta con Marcello Pera

Tempo addietro, sul mio vecchio blog, avevo mostrato quella che ad oggi sembra essere la dottrina politica più vicina alla mia visione ed al mio intendimento della storia, della società odierna e della cultura. Ancora oggi, da questo nuovo pulpito, continuo a ribadire che qui si sta col prof. Marcello Pera.
Sabato scorso (17 dicembre 2005, ndStar) si è svolto al teatro Valle di Roma il convegno promosso dalla Fondazione Magna Carta dal titolo “Il dovere dell’Identità“.
Il presidente del Senato che è anche presidente d’onore della Fondazione MC ha sviluppato le conclusioni dopo gli illustri interventi di Alfredo Mantovano (Sottosegretario all’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza), Fiamma Nirenstein (giornalista de La Stampa esperta della questione mediorientale) e Magdi Allam (editorialista del Corriere da sempre schierato contro la visione fondamentalista che molti islamici conferiscono alla loro religione).
Riporto qui quelli che a mio avviso sembrano essere i passaggi fondamentali del discorso del prof. Pera, basato essenzialmente sul tema della necessità e della opportunità di ritrovare i princìpi, i valori e l’identità su cui si è fondata nei secoli la nostra civiltà occidentale e oggi troppo spesso accantonati in un angolo per lasciar spazio ad un melting-pot culturale che ha prodotto molti danni e pochi benefici alle nostre società, come dimostrano le amare “esperienze” francese ed olandese e come dimostra il fondamentalismo islamico dilagante anche nel nostro continente europeo.
Il resto del discorso (ed anche la registrazione audio e video) potete trovarla sul sito della Fondazione Magna Carta.
I tre quesiti essenziali su cui si sofferma il presidente del Senato sono: Quale è la nostra identità? Perché dobbiamo difenderla? Come possiamo difenderla? Ad essi, il prof. Pera risponde in maniera chiara e a mio avviso inoppugnabile.

Quale è la nostra identità?

[…]La risposta è facile. L’identità di un popolo la fornisce la sua tradizione, la sua storia. E la nostra storia è greco-romana e giudaico cristiana. Più volte ho ricordato che noi discendiamo da tre colline - il Sinai, il Golgota, l’Acropoli - e abbiamo abitato in tre capitali - Gerusalemme, Atene, Roma. In quei luoghi si è formata la nostra tradizione. La tradizione delle istituzioni pubbliche, da cui, con un lungo percorso, sono derivati i nostri attuali regimi liberali e democratici. E la tradizione della dignità della persona, da cui, con un percorso altrettanto lungo, sono discesi i nostri diritti, i nostri princìpi e i nostri valori.
Pensiamoci con attenzione. Grazie alla polis e allo jus, siamo governati da leggi e istituzioni, e siamo cittadini uguali. Grazie al Dio creatore, siamo considerati persone degne di rispetto. E grazie alla polis e allo jus e al Dio creatore assieme, viviamo oggi in regimi liberali e democratici.[…]
[…]Quanto ai valori, anche qui possiamo limitarci a ricordare i principali. La inviolabilità della vita, la dignità della persona, la libertà individuale, l’uguaglianza - prima fra tutte l’uguaglianza uomo-donna - la tolleranza, il rispetto, la solidarietà, la giustizia, e così via, sono tutti elementi della nostra identità.
Possiamo allora concludere su questo punto dicendo: se accettiamo la nostra identità giudaico-cristiana, abbiamo un’eredità comune di cui tutti possono beneficiare. Tutti: cristiani, ebrei, islamici, credenti e non credenti. Tutti: purché accettino quella eredità di princìpi e valori.

Perché dobbiamo difenderla?

[…]Dò due risposte. La prima è perché la nostra identità è attaccata dal terrorismo e dal fondamentalismo che si richiamano all’islam. Ho già detto che possiamo convivere con cittadini di fede islamica. Ma i fondamentalisti non sono tutti gli islamici. Fondamentalisti sono oggi quegli islamici che non vogliono convivere con noi, perché intendono imporre le loro leggi a noi. Fondamentalisti sono quelli che ci definiscono «Grande Satana», ci considerano corrotti, ci dichiarano una «guerra santa», vogliono distruggere l’Occidente, cercano di rovesciare l’ordine mondiale.
Attenzione alle loro parole. Quando ci chiamano con disprezzo «giudei e crociati», noi siamo accusati non di aver fatto qualcosa, ma di essere qualcosa, precisamente di essere i rappresentanti della tradizione giudaico-cristiana. E quando ci dichiarano la guerra santa, non lo fanno per rivendicazioni territoriali o economiche, lo fanno perché vogliono abbattere la nostra civiltà.
L’altra ragione per cui dobbiamo difendere la nostra identità è perché la stiamo smarrendo. Proprio la risposta che stiamo dando al terrorismo e al fondamentalismo ne è un esempio.[…]

Come possiamo difenderla?

[…]La difendiamo affermando i nostri princìpi, sostenendo i nostri valori, rispettando la nostra tradizione, promuovendo la nostra civiltà. Possiamo farlo senza sentirci arroganti, dogmatici, colpevoli. Possiamo farlo con la consapevolezza dei nostri limiti ma anche con la serena coscienza dei nostri meriti. E se si può fare - e qui torniamo ad appellarci alle forze politiche - allora si deve fare.

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E’ come rinascere…

Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mollato. (R. Bach)

Sono passate oltre due settimane dall’ultimo post e quasi ho dimenticato come si fa a scrivere (qualcuno dirà che non l’ho mai saputo). Se il progetto di mettere in piedi questo sito prima di Natale è riuscito a realizzarsi, il merito è in buonissima parte (la quasi totale) del mio gemello che con un’opera certosina si è dimostrato capace di tradurre in effetti grafici le idee che di volta in volta gli proponevo.
I colori della “Stars&Stripes” non sono solo un vezzo artistico al quale mi son voluto abbandonare, bensì rappresentano l’amato ideale di democrazia e libertà che la grande nazione americana è riuscita ad esportare in soli due secoli. E’ nelle terre d’oltreoceano che l’uomo conobbe per la prima volta la democrazia e da quel momento il contagio con il resto dell’umanità non si è più fermato. Questo contagio risulta ancora fondamentale nei giorni nostri. Le elezioni democratiche svoltesi in Iraq hanno dimostrato che è ancora realizzabile, che è possibile insegnare ad amare la democrazia anche a quei popoli che purtroppo nella loro storia hanno conosciuto solo regimi oppressivi ed illiberali capaci di regalare alla terra solo terrore, distruzione, miseria e morte. E’ un dovere morale che appartiene a noi popoli liberi.
Perché l’immagine del faro inserita nella toolbar?
Il faro è simbolo di forza; sempre in piedi nonostante le tempeste che si abbattono su di esso.
Il faro è metafora di solitudine. La solitudine del guardiano che ci vive dentro, come quella in cui si trova uno scrittore quando prova a tradurre in parole i propri pensieri.
Il faro come ultimo garante di salvezza per i marinai in balia del mare in tempesta.
Spero di riuscire a fare un po’ di luce sulla rotta di tutti coloro che si troveranno a passare da queste parti.
Adesso è tempo di tornare al motivo per cui sono approdato nella blogosfera oltre tre mesi fa: portare avanti la mia fede nelle libertà (sì, al plurale). I lettori attenti, critici ed intelligenti capiranno; ci penserà Dio a confondere gli stolti.
Buon viaggio
StarSailor

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Si parte??

Tocque-ville da stasera chiude per ferie fino al 9 Gennaio.

Dillà, io ho chiuso definitivamente, senza troppe nostalgie.

Qua è pressoché tutto pronto per iniziare definitivamente questa nuova avventura. Mancano solo gli ultimi addobbi (tanto per restare in tema natalizio) e poi finalmente SI PARTE.

STAY TUNED
StarSailor

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Work in progress

Nell’attesa, S. Bernardo di Chiaravalle vi ha stancato? Stiamo lavorando, anzi STA lavorando per voi (e per me)…e non sapete quanto mi costa!

Vi lascio con un altra frase di S. Bernardo di Chiaravalle: “Dieci sono i gradi dell’obbedienza, ma già dal più basso al Crociato devoto sarà concesso di assaporare una libertà simile a quella degli Angeli”

Presto, molto presto, si inizierà a fare sul serio davvero. Ciao

Starsailor

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